Il Tirreno

Lucca

Allagamenti nel camposanto Disagi continui: scoppia la protesta

Luigi Spinosi

Manutenzione carente al cimitero di Segromigno in Piano uno dei pochi rimasti fuori dagli accordi con le associazioni

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Luigi Spinosi

CAPANNORI. Finalmente, dopo tante richieste, sono comparse delle fettuccine rosse a delimitare un cantiere. Partono i lavori per eliminare uno dei disagi presenti, ma nel cimitero di Segromigno in Piano di problemi da risolvere nel restano ancora diversi. Quello della gestione dei camposanti presenti sul territorio è un problema storico per Capannori, che trova una spiegazione nella caratteristica del comune: un insieme di tanti paesi, ognuno con un suo camposanto. In totale 42 cimiteri di cui occuparsi con le risorse di un comune di meno di 50mila abitanti. Una parziale soluzione è stata raggiunta, con l’affidamento del servizio di piccola manutenzione alle associazioni dei paesi in cui si trovano i cimiteri. Una soluzione raggiunta per 33 dei 42 camposanti, ma fra quei 33 non c’è quello di Segromigno in Piano, che pure è una delle frazioni più importanti del Capannorese. E gli effetti si vedono. Perché quello di cui c’è più bisogno qui è proprio la piccola manutenzione, quella in grado di risolvere i tanti piccoli problemi che però, tutti assieme, danno un’idea di trascuratezza che sarebbe da evitare sempre, ma soprattutto per un luogo che richiede un rispetto particolare

Il cantiere avviato riguarda gli accessi alla parte vecchia del cimitero: «Dopo tutte le telefonate che ho fatto in Comune sono arrivati gli operai – spiega Giovanna Fanini, una signora che ha i suoi cari in questo cimitero – in quel caso si tratta di risolvere il problema delle pozzanghere che si formavano regolarmente all’ingresso del cimitero. Ma non c’è solo quello. La porta della cappellina è rimasta aperta per più di un mese e solo adesso è stata accostata». Quella porta è stata chiusa, ma basta girare l’angolo per trovarne un’altra, anche questa chiusa, ma sfondata nella parte bassa: forse un effetto del logorio del tempo, più probabilmente un atto vandalico, ma sta di fatto che quella vecchia porta in legno è ancora in attesa di essere sostituita. Restando nella parte vecchia non mancano i segni di trascuratezza: le scatole dei cavi elettrici che alimentano le luci votive aperte con in bella mostra i fili coperti dal nastro adesivo (sicuramente non saranno pericolosi, ma non danno certo una bella immagine), o le griglie di scarico delle acque ostruite dal ghiaino. «Il problema – riprende Fanini – è che se dei lavori se ne occupano persone sempre diverse non si rendono conto dei problemi. Al contrario, se ci fossero sempre gli stessi, come avviene negli altri cimiteri con le associazioni, sicuramente la situazione migliorerebbe».

Fin qui la parte vecchia, ma è nella nuova che ci sono i disagi maggior. Un problema minore ma che da un’idea di trascuratezza, è rappresentato dalla fontanella: alla sua base c’è una vasca che, però, è priva di scarico, e quindi rimane perennemente piena di acqua. Ma il guaio peggiore è sul lato est: quando piove l’acqua si riversa nella zona delle nuove sepolture, più alta rispetto allo spazio del camminamento, portando fango e, soprattutto, allagando lo spazio destinato ai visitatori: «Sembra il lago di Massaciuccoli – dice Patrizia Leto – ma il problema non è solo quello. Qui si rischia di scivolare. Penso a una signora che viene qui a trovare suo marito, e che si muove con difficoltà con il bastone. Se cade chi l’aiuta?». Forse non risolverebbe il problema, ma basterebbe un po’ di ghiaino in più a ridurre il disagio. E i problemi proseguono anche fuori, nel parcheggio del cimitero «Attorno ai bidoni gialli utilizzati per la raccolta dei vestiti – proseguono le donne – si formano, per colpa degli incivili, delle sorte di discariche. Non sarebbe meglio metterli da un’altra parte per rispetto al luogo?».

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