Sicurezza
Continuità assistenziale: i dottori in servizio copriranno le sedi vicine
LUCCA. Il problema della carenza di medici riguarda in particolare la cosiddetta continuità assistenziale, ovvero l’ex guardia medica che sostituisce il medico di famiglia nei prefestivi, nei festivi e in orario notturno. Si trovano pochi medici per coprire le sedi e turni, e a Natale e Capodanno questa carenza ha creato grossi problemi a 118 e Pronto soccorso, dato che in assenza di un parere medico le persone si sono rivolte indebitamente a queste strutture. L’Asl sta cercando di risolvere il disagio e per farlo ha deciso di attivare le cosiddette “sedi limitrofe”. Ovvero le guardie mediche in turno in una zona si farà carico delle chiamate provenienti anche delle zone vicine che risultano prive di un medico in turno.
«Il problema esiste – evidenzia la direttrice del dipartimento della Sanità Territoriale, Antonella Tomei – e da tempo lo stiamo affrontando come autentica priorità in ambito aziendale, monitorando la situazione e intervenendo in tempo reale per ogni criticità o disagio segnalato nei vari territori. Abbiamo attivato le sedi limitrofe, una misura che dovrebbe essere eccezionale ma che adesso viene attuata in modo strutturale, in virtù di un accordo con la Continuità assistenziale. Grazie a questo provvedimento, anche in vista del prossimo fine settimana, quello che segue la festività dell’Epifania, in tutta la Asl al momento non risultano zone scoperte. Inoltre, per tutto il mese di gennaio è stata potenziata, con un’unità di personale in più nei festivi e prefestivi, la centrale di Livorno, per incrementare la capacità di fornire risposte telefoniche alla cittadinanza. Certo, i numeri del personale di guardia medica sono molto risicati e le richieste in continuo e consistente aumento, ma stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per garantire comunque questo importante servizio territoriale».
«C’è da sottolineare – prosegue Tomei – che alla carenza di personale, generalizzata su tutto il territorio nazionale e regionale, si aggiunge la pandemia che sicuramente rende la situazione più complicata. Dobbiamo però anche considerare che nei casi più complessi legati al contagio da Coronavirus intervengono le nostre Usca, unità speciali di continuità assistenziale, che lavorano in maniera integrata con i medici di medicina generale, i pediatri e la stessa continuità assistenziale e che monitorano lo stato di salute delle persone positive a domicilio».
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