Sicurezza
Pronto soccorso e 118 in sofferenza a Lucca. Pesa la mancanza di guardie mediche
Tanti accessi registrati nel corso delle ultime festività. Per il boom di contagi riorganizzati gli spazi al San Luca
LUCCA. L’impressione è quella di essere entrati in un circolo vizioso: sempre più contagi e sempre meno persone (magari perché esse stesse contagiate) in grado di prendersi cura di loro. E il mondo dell’assistenza sanitaria, a ogni livello, è ormai al limite se non oltre, da qualsiasi punto di vista lo si guardi: da quello dei medici di famiglia, da quello dei farmacisti, da quello della continuità assistenziale (ossia le guardie mediche). E proprio citando le guardie mediche, in questa situazione da tregenda, si è inserito tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 il problema della mancanza del medico di continuità assistenziale sulla Piana Lucchese, con le persone che, alla ricerca di un riferimento sul territorio hanno trovato come unici referenti to il 118 o direttamente il pronto soccorso.
Ecco, oggi raccontiamo come hanno vissuto e come stanno vivendo questo periodo queste due strutture. «La carenza di copertura sul territorio si è sentita parecchio – conferma Andrea Nicolini, direttore area Emergenza urgenza del 118 – nel periodo tra l’ultimo dell’anno passato e l’inizio di questo (quello appunto dell’assenza di guardia medica ndr) abbiamo avuto molto carico di lavoro, ci sono stati dei momenti in cui le chiamate sono triplicate. Sono state molte le chiamate improprie al 118, anche perché noi abbiamo un’altra funzione. Lo stesso, nei limiti del possibile, si cerca di dare sempre una risposta a chi ci chiama». Questo boom di richieste coincide anche con una diminuzione degli operatori a disposizione, visto che il boom di contagi non guarda in faccia a nessuno, ma almeno sotto questo punto di vista la situazione è meno allarmante, al momento: «Anche al 118 abbiamo qualche positivo – conclude Nicolini – ma attualmente è una situazione che riusciamo a gestire».
Quindi 118 preso d’assalto, ma non sempre il cittadino trova le risposte che cerca. Ma c’è un’altra soluzione, agli occhi di chi chiede assistenza, il pronto soccorso dell’ospedale. E qui la situazione non è meno critica, anzi. Questo reparto è probabilmente quello che più di altri subisce (e da più tempo) gli effetti delle lacune sul territorio. Ma in questi ultimi giorni la situazione si è fatta particolarmente pesante: «Da un lato i cittadini che non sanno a chi rivolgersi e vengono qua, dall’altro la ripresa dei contagi, due elementi che messi insieme stanno creando una situazione pesante – conferma la dottoressa Fabiana Frosini, direttrice del pronto soccorso dell’ospedale di Lucca – c’è stato un grande aumento di accessi, e se tanti li abbiamo potuti dimettere, è però anche emerso un altro aspetto, ed è l’incremento dei pazienti positivi al Covid. Chiunque arrivi al pronto soccorso, indipendentemente dalla causa, viene sottoposto al test. Ebbene, abbiamo scoperto tanti casi di positività anche in pazienti che magari si erano presentati qui per altre ragioni. Questo che vuol dire? Significa che abbiamo dovuto riorganizzare gli spazi interni al pronto soccorso, per ampliare l’area dei pazienti Covid».
Insomma ulteriore carico di lavoro per un reparto già abbondantemente sotto pressione. E ai due elementi citati (assenza di guardie mediche ed esplosioni dei contagi) se ne aggiunge un altro a creare la tempesta perfetta, ossia la carenza di personale, un problema già presente che il Covid ha aggravato: «Sì, abbiamo casi di positività tra il nostro personale – riprende la dottoressa Frosini – per fortuna stanno tutti bene, ma questo si traduce in carenza di personale. La situazione è pesante, sotto tutti i punti di vista, anche sotto il profilo psicologico, perché ormai sono due anni che siamo in una situazione di emergenza, e per noi non c’è mai stata una pausa, nemmeno quando la pandemia è sembrata rallentare. Magari altri reparti hanno potuto respirare, noi no».
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