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Il “Palazzo di Elisa” come era nella ricerca di Velia Gini Bartoli

Il “Palazzo di Elisa” come era nella ricerca di Velia Gini Bartoli

Il lavoro dell’architetto lucchese è diventato un libro in cui l’edificio è ricostruito nella sua interezza 

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LUCCA. Restituire a Elisa quello che era di Elisa: una reggia imperiale. Il Palazzo imperiale, così come Elisa Bonaparte Baciocchi lo aveva voluto, è quello che viene presentato, corredato da carte e documenti storici, nel volume “Il Palazzo di Elisa: un’immagine recuperata… che parla francese”, di Velia Gini Bartoli, architetto, con Francesco Ferretti, anche lui architetto.

«La novità sostanziale – spiega l’architetto Gini Bartoli – è aver messo un punto sul palazzo all’epoca di Elisa Baciocchi. Mancava infatti, nelle ricostruzioni sinora fatte, la parte fondamentale delle scuderie, dei servizi, delle stanze a corredo, che diversificano quello che è un palazzo destinato alle necessità prevalentemente amministrative di una sede repubblicana gestita da un consiglio di anziani, quale quella dei secoli precedenti l’arrivo della Bonaparte a Lucca, da un palazzo imperiale secondo l’etichetta napoleonica, che doveva assolvere a molti scopi, per primo la comunicazione di un nuovo tipo di governo. Non avevamo una cartografia adatta perché le letture successive hanno teso a valorizzare gli aspetti legati al successivo periodo storico di governo, quello borbonico, e perché il documento “reale”, cioè il palazzo, è oggi privo di più di un terzo di quello che era all’epoca di Elisa, in quanto quegli spazi sono stati riacquisiti dai precedenti proprietari all’arrivo di Maria Luisa».

«Il lavoro è stato lungo e minuzioso – prosegue Gini Bartoli – di comparazione tra le carte del Gran Giudice con la contabilità generale, che erano in un fondo, con gli archivi notarili, le lettere di Elisa, gli archivi privati. Abbiamo comparato quanto emerso con il rilievo dei cinque piani del palazzo, da terra a tetto comprese le soffitte dove erano le carceri. Lavorare sul rilievo è stato fondamentale perché il documento più importante che ci rimane è proprio il costruito. Speriamo che questo lavoro sia da incentivo per recuperare una parte delle cose ancora presenti qui dentro, e sconosciute, che restituiscono l’identità del palazzo imperiale di Elisa, cioè un organismo complesso e sofisticato che rispondeva ai criteri delle etichette delle residenze imperiali esattamente come le residenze di Paolina, Giuseppina, Carolina, Napoleone. Un lavoro che speriamo sia un contributo alla città». Il libro è in vendita dall’editore. Per acquistarlo, scrivere a info@graficheancora.it indicando nome, cognome, indirizzo per la spedizione, numero di telefono. Il libro sarà inviato in contrassegno (25 euro, spese di spedizione comprese).

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