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lucca e i suoi protagonisti 

«Ogni 1° gennaio al Puntone la nostra foto degli auguri»

Barbara Antoni
«Ogni 1° gennaio al Puntone la nostra foto degli auguri»

Pierangelo Giannecchini, ex commerciante, ha mancato solo la prima edizione Da oltre sessant’anni è la memoria storica del tradizionale scatto al Giannotti

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Barbara Antoni

lucca. Era tra il 1955 e il 1960: l’anno preciso non lo ricorda, «perché ero un “ragazzotto” e avevo altri pensieri per la testa». Ma dall’anno successivo, dal secondo anno della foto scattata al “Puntone” (detto anche l’Indicatore) del Giannotti, Pierangelo Giannecchini non ne ha mancata una. Perché quella foto che ogni anno viene scattata a mezzogiorno in punto del 1° gennaio, per gli abitanti di Borgo Giannotti è una tradizione, un’occasione che aggrega e fa sentire comunità. Un appuntamento imperdibile, un album dei ricordi che nasce da sé. «È il nostro modo per augurare a tutti un buon anno nuovo – spiega Pierangelo, presente anche nella foto di saluto al 2022 degli abitanti del Giannotti pubblicata ieri, 2 gennaio, sulle nostre cronache –. Di solito siamo in tanti. Quest’anno purtroppo, con il virus che circola, molti hanno avuto paura e il gruppo venuto per la fotografia era meno numeroso».

Tra i volti e i sorrisi delle persone in posa nelle foto che Pierangelo passa in rassegna c’è la storia del quartiere di Lucca considerato la culla del commercio e delle botteghe artigiane. Anche se oggi, dice Giannecchini con una vena di amarezza, «non è più così, i tempi sono cambiati, le botteghe artigiane quasi estinte». E oltre ai volti, sono i capi di abbigliamento indossati a raccontare le mode nei decenni che si sono avvicendati.

La foto al Puntone, bivio tra la via provinciale per Camaiore e la via del Brennero, fu un’idea di Mario Martinelli, il fotografo dell’epoca di Borgo Giannotti, conosciuto anche perché era lui a immortalare ogni anno le classi a scuola. Per fare più belle le fotografie, racconta Giannecchini, «il fotografo Martinelli le ritoccava ad acquarello. La mattina di un primo gennaio, Martinelli uscì dal suo laboratorio con la sua macchina fotografica montata sul treppiede, di quelle che, per scattare, ci si doveva avvicinare all’obiettivo con il panno della macchina che copriva la testa, ed esordì con la proposta: “Facciamo la fotografia del primo dell’anno”».

Nella prima foto scattata al Puntone erano in tre, ma già dall’anno successivo erano molti di più: l’idea era molto piaciuta. Sempre e comunque l’appuntamento era ed è alle 12. «Noi oggi siamo un po’ più tolleranti – scherza Pierangelo ricordando Martinelli –. Aspettiamo anche cinque minuti oltre mezzogiorno per vedere se qualcuno deve ancora arrivare. Ma il Martinelli era preciso: scattava la foto alle 12 in punto: chi c’era c’era e chi non c’era... La foto è sempre stata anche l’occasione per rivedere qualcuno del Giannotti che magari si era trasferito. Ma per il primo dell’anno tornava da noi».

Nata così, in modo estemporaneo, l’iniziativa per salutare il nuovo anno è diventata anche una festa. Come accadde all’alba del Duemila. «Il primo gennaio del nuovo millennio – ricorda ancora Pierangelo – con l’occasione della foto facemmo venire anche un complessino per suonare e sulla piazzetta facemmo anche un bel rinfresco. Fu un momento molto bello, ora purtroppo la gente non ci bada più, ma quelle cose semplici e genuine erano davvero le più belle».

Per diversi anni, dopo la scomparsa del fotografo che inventò la foto del Giannotti del primo dell’anno, fu Francesco Paganucci, titolare di “Foto Francesco” a prendere il testimone. «Oggi – racconta Giannecchini – la foto la facciamo da soli».

Pierangelo Giannecchini, 77 anni il prossimo 16 gennaio, a Borgo Giannotti ci ha sempre abitato. Ci è nato e cresciuto. Ci ha lavorato: prima nell’azienda di famiglia, fondata dal bisnonno Albino Giannecchini e poi portata avanti dal nonno Pietro e dai quattro figli Albino, Dino, Mario e Marino. Costruivano botti per il vino in fondi grandissimi dove veniva stoccato anche il legname necessario a costruirle. «Per dieci anni ho lavorato nell’azienda di famiglia, la cui fondazione risaliva all’Ottocento – continua il racconto di Pierangelo –. Poi mi capitò di prendere in gestione la tabaccheria al Puntone. Ci sono stato per 44 anni dietro a quel bancone, poi due anni fa ho dovuto smettere». E sorride. A 77 anni è un “ragazzo” con un’energia pazzesca e mille progetti in testa da realizzare.

Borgo Giannotti è il suo luogo di vita ma anche il suo luogo del cuore. «Questo quartiere – spiega – è sempre stato il polmone commerciale di Lucca, anche perché c’erano le vecchie botteghe artigianali. Non è cambiato molto come aspetto. Ed era il punto di arrivo per tutti quelli che venivano dalla Garfagnana, in particolare il mercoledì e il sabato, che erano e sono i giorni del mercato settimanale a Lucca, ma anche per le fiere del Settembre Lucchese. Oggi però delle vecchie botteghe non ce n’è più una. Il sistema del commercio è cambiato. Anche l’associazione dei commercianti ha sempre considerato Borgo Giannotti un prolungamento di via Fillungo. Ma come accade un po’ ovunque i negozi storici oggi hanno vita difficile: il sistema del commercio si è modificato, la gente apre e chiude negozi in continuazione, le botteghe che si tramandano di padre in figlio non ci sono più. È un’altalena il commercio come altri settori. Mi dispiace per chi è più giovane: quelli della mia età hanno attraversato passaggi veramente belli nella loro vita. In particolare negli anni Sessanta, quando da avere niente si passò ad avere tutto».

Ci sono i ricordi, ma soprattutto c’è il futuro. Giannecchini pensa al prossimo anno, al prossimo 1° gennaio che tutti si augurano libero dall’incubo del Covid. «Per la foto al Puntone, appuntamento il 1° gennaio 2023 a mezzogiorno. Mi raccomando: puntuali», conclude.

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