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Lucca

il caso 

Lunghe code alle farmacie nel giorno di San Silvestro

Le festività non hanno frenato la corsa dei cittadini al tampone antigenico  in vista del tradizionale cenone che segna la fine dell’anno

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LUCCA. Le festività non hanno fermato l’assalto alle farmacie dei cittadini alla ricerca di un tampone. Anzi. Soprattutto nel giorno di San Silvestro si sono registrate numerose code nelle farmacie aperte dove era possibile fare il tampone, per un motivo molto semplice: il cenone di fine anno. L’aspetto curioso, e per molti versi anche positivo, è che a fare il controllo non erano tanto le persone in cerca di lasciapassare per poter andare al ristorante (anche perché il tampone non bastava a ottenere il super green pass richiesto in quel caso), quanto piuttosto persone in cerca di sicurezza per se stessa e per gli altri, magari già fornita di certificato verde, ma che prima di presentarsi a cena con gli amici e i parenti, volevano essere sicure di non portare con sé un ospite indesiderato. Insomma, anche una dimostrazione di responsabilità. Ma tutto questo finisce per riversarsi appunto sul lavoro delle farmacie: «Sì, l’inferno continua – commenta Salvatore Ingrosso, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Lucca – tra vaccini e tamponi continuiamo a essere presi d’assalto, ma noi cerchiamo sempre di fare il nostro dovere e di dare il massimo, cercando anche di fare il nostro lavoro ordinario. Ma la situazione resta pesante. Il 31 dicembre poi è stata una giornata decisamente particolare, con tantissime persone venute per il tampone. In un paio di circostanze sono stato anche costretto a chiamare i vigili urbani per cercare di far rispettare le distanze di sicurezza, visto che si stavano formando degli assembramenti».

Resta la folla, ma cambia un po’ la tipologia di richieste: «Vista la difficoltà di prenotare il molecolare – aggiunge Ingrosso – in molti utilizzano il tampone rapido, facendoselo da soli, il che è anche una procedura più snella». Poi però, se sul tampone compaiono le fatidiche due lineette rosse, che indicano la presenza del virus, ecco che il farmacista rientra in gioco: «A quel punto tornano da noi per farsi registrare come positivi».

E anche dal punto di vista del bancone del farmacista emerge in tutta la sua evidenza l’aumento dei casi di positività: «In un giorno siamo arrivati a registrare cinquanta positivi – conclude Ingrosso – la sensazione è che questa variante Omicron, perché di questo si tratta ormai a questo punto, sia molto, molto più virulenta. Ma, parallelamente, si ha l’impressione che, nonostante riesca a contagiare molto più facilmente, sia anche molto meno pericolosa della variante Delta. Che sia per merito dei vaccini, o per le caratteristiche della variante, questo è comunque un aspetto incoraggiante, anche se quella virulenza ci sta creando tanti problemi. Speriamo che arrivi presto il picco e che si comici a tornare verso la normalità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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