La protesta
Lotta ai furti: a Carraia due uomini arrestati con la refurtiva in auto
Avevano appena rubato un computer e due bottiglie di vino Processati per direttissima patteggiano una pena di due anni
LUCCA. Nella difficile battaglia contro la piaga dei furti, che costituisce uno dei principali motivi di preoccupazione tra i cittadini, questa volta si registra un successo da parte delle forze dell’ordine.
Nella notte tra giovedì e venerdì, infatti, i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato due uomini che avevano appena messo a segno un colpo ai danni di una ditta in località Carraia, nella zona industriale di Capannori.
I due uomini, di cui non sono state rese note le generalità, sono vecchie conoscenze delle forze dell’ordine. Si tratta di un cittadino di origine tedesca di 46 anni e di un italiano di 53 anni, entrambi senza fissa dimora, anche se da tempo vivono in Lucchesia.
I due sono incappati in un controllo preventivo dei carabinieri, mirato proprio a contrastare il fenomeno dei reati contro il patrimonio. Durante un pattugliamento l’attenzione dei militari della sezione radiomobile è stata attirata da un’auto in sosta, con sopra una persona al posto di guida, seduta al posto di guida.
Una presenza che è apparsa subito molto strana, visto che l’automobilista si trovava, di notte, in una zona industriale, in quel momento completamente deserta. Ad aumentare i sospetti l’arrivo, dopo poco, di un secondo uomo, che è salito sull’auto. E una volta a bordo la vettura è partita a forte velocità. A quel punto sono intervenuti i carabinieri, che hanno bloccato l’auto per un controllo.
E le verifiche hanno dato ragione ai sospetti: sulla macchina i militari hanno trovato arnesi da scasso, ma anche un computer e due bottiglie di vino. Da un controllo è emerso che quel computer e quelle bottiglie erano state appena rubate da una ditta della zona (materiale che poi è stato restituito al legittimo proprietario).
I due fermati sono stati processati per direttissima venerdì mattina, e hanno patteggiato una pena di due anni di reclusione. I due sono stati quindi scarcerati e sottoposti alla misura dell’obbligo di firma.
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