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Alberghi sanitari, ne resta uno È l’hotel Bernardino di Lucca

G.P.
Alberghi sanitari, ne resta uno È l’hotel Bernardino di Lucca

Dall’aprile 2020 la titolare  ha messo la struttura  a disposizione dell’Asl Qui soggiornano i positivi  che non possono isolarsi a casa

30 dicembre 2021
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LUCCA. In questa quarta ondata in cui tutto sembra cambiato rispetto alle precedenti, sono venuti meno anche gli alberghi sanitari, quelle strutture che l’Asl affittava dai privati per sistemarvi i positivi che non aveva modo di restare isolati nella propria abitazione. In questa quarta ondata ne è rimasto solo, il Bernardino, l’hotel di Manuela Clerici: «È dall’aprile 2020 che ci siamo messi a disposizione dell’Asl e oggi posso dire che se dovessi tornare in dietro rifarei questa esperienza, che mi ha permesso di dare un senso a questi due anni, in cui mi sono resa utile e ho salvato anche la mia attività». Non è stata una scelta facile: i vicini la guardavano con sospetto e la minaccia dello stigma incombeva sulla struttura, soprattutto all’inizio quando ancora non si era capito che il Covid era una questione che riguarda tutti.

«In questa quarta ondata il mio è rimasto l’unico albergo sanitario di tutta l’Asl nord ovest – spiega Manuela –. L’attenuazione del virus evidentemente sta cambiando le cose. Al momento abbiamo una dozzina di ospiti: alcuni lucchesi, altri di Massa, Pisa, ecc. Recentemente abbiamo avuto due studenti Erasmus dell’università di Pisa e alcuni atleti paralimpici dell’est Europa. Vivendo in dormitori con altre persone era difficile isolarli, per questo sono stati mandati qua».

Dall’albero di Clerici sono passati positivi di tutti i tipi: italiani, stranieri, famiglie con bambini, il personale di una nave da crociera, ecc. «Fortunatamente tutti sono guariti dalla malattia – spiega la donna – A livello umano ho imparato molto in questi due anni: ad esempio a rimanere con i piedi per terra e a essere pratica nelle faccende del quotidiano. Con alcuni ospiti è rimasto anche un bel rapporto nonostante io li senta soprattutto per telefono. La persona che ha più contatto con loro è Laura, la signora che munita di tuta e di tutti i dispositivi fa fronte alle loro esigenze. Qualche giorno fa un vecchio ospite le ha regalato un grande mazzo di fiori e io sono stata felicissima per lei».

G.P.

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