Il Tirreno

Lucca

Quel ristorante era una bufala Due condannati per truffa

Luca Tronchetti
Quel ristorante era una bufala Due condannati per truffa

Scrittore di origine campane e consulente finanziaria specializzata in marketing  accusati di essersi appropriati di 215mila per l’apertura di un locale a Londra

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LUCCA. Uno scrittore di origini campane, residente a Pisa e che lavora a Londra, e una consulente finanziaria specializzata in marketing, anche lei originaria di Pisa e all’epoca dei fatti convivente del professionista, sono stati condannati dal giudice Gianluca Massaro con l’accusa di truffa aggravata ai danni di una nota famiglia lucchese che ha ottenuto al momento una provvisionale e che, nel caso, potrà rivalersi in sede civile. Nei guai sono finiti G. C., dopo aver lavorato a Milano come informatico e a Londra come matematico in una finanziaria, e D. A.. Al termine di una serie di udienze e dopo una consulenza il giudice ha condannato C. a un anno di reclusione e 800 euro di multa e A. a sette mesi e 600 euro di multa. Entrambi hanno ottenuto i benefici di legge (pena sospesa e non menzione) e il giudice ha stabilito a titolo di provvisionale un risarcimento del danno pari a trentacinquemila euro ciascuna in favore di due delle tre persone costituitesi parte civile nel processo penale.


Le vittime del raggiro, stando all’accusa, dalla data del 8 maggio 2014 sino al marzo 2016, avrebbero versato in varie tranche una somma di 215mila euro. Denaro che, originariamente, avrebbe dovuto essere utilizzato per un investimento riguardante l’apertura di un ristorante esclusivo a Londra. Soldi che, stando all’accusa, si sarebbero volatilizzati senza che il locale sia stato mai aperto. Secondo la procura (il fascicolo fu istruito dal pm Lucia Rugani), i due imputati avrebbero prospettato alle persone offese - madre, padre e figlia - un investimento per un ristorante a Londra inducendoli ad aprire una società a responsabilità limitata londinese (Limited) che avrebbe dovuto operare sotto il brand “Delicibus”. A più riprese, prospettando vantaggi, gli imputati avevano esortato la famiglia lucchese a versare la somma di 215mila euro in uno fondo che per l’accusa, aveva la funzione di raccogliere fondi da far amministrare ad altra società denominata “Simcorp Trust”. La coppia aveva rassicurato i finanziatori che sarebbero potuti rientrare delle somme versate nel giro di due settimane. Ma il tempo passava e il ristorante non venne aperto. E il denaro mai restituito.

Luca Tronchetti

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