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Premio Solinas a Tommaso Landucci e Benedetta Mori

Premio Solinas a Tommaso Landucci e Benedetta Mori

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LUCCA. Un premio prestigioso in memoria di uno dei più importanti sceneggiatori degli anni Sessanta-Settanta come Franco Solinas – che ha lavorato per i più grandi registi come Costa Gavras, “Citto” Maselli, Luigi Comencini, Sergio Sollima e soprattutto Gillo Pontecorvo in opere pluripremiate e pietre miliari del cinema italiano come «La Battaglia di Algeri» – quest’anno è andato a due giovani lucchesi: Tommaso Landucci, 32 anni, regista del lungometraggio “ Caveman” proiettato alla mostra del cinema di Venezia, e Benedetta Mori, 30 anni, giovane sceneggiatrice proveniente dalla Scuola Holden, fondata nel 1994 a Torino, università di narrazione, comunicazione e di arti performative.

Un risultato che dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, della vivacità espressiva dei giovani della nostra provincia che vanno sempre più affermandosi nell’arte, nel cinema, nel teatro e nelle varie forme espressive e comunicative.

Il premio Solinas 2021 alla migliore sceneggiatura – svoltosi al cinema Troisi di Roma – che prevede una somma di seimila euro è stato assegnato ex-aequo alla sceneggiatura dell’opera I figli della scimmia di Tommaso Landucci e Damiano Femfert e a Gioia di Benedetta Mori, Chiara Tripaldi e Giuliano Spampinato.

La giuria che ha assegnato il premio era composta da Antonietta De Lillo, Davide Lantieri, Gloria Malatesta, Silvia Napolitano e Marco Pettenello.

Il premio si divide in due fasi. La prima prevedeva l'invio di un soggetto di 12 pagine da cui veniva stilata la cinquina finalista. Nel 2021 erano arrivate alla giuria del premio più di 400 storie. Una giuria di circa esperti sceneggiatori/produttori/registi aveva scelto i cinque progetti finalisti che erano stati invitati a settembre per una residenza-workshop in Sardegna a La Maddalena (la città che diede i natali a Solinas) in cui è stato trattato lo sviluppo si è lavorato per sviluppare il film in un trattamento di 20-30 pagine con il team di giuria e vennero fatti incontri con possibili produttori. I figli della scimmia - vincitore del premio Solinas per il miglior sviluppo cinematografico - ha già ricevuto anche un’interessante proposta economica da parte di una produzione importante di Roma che presto potrebbe trasformarsi nella produzione di una pellicola.

Per quanto riguarda la sceneggiatura di Gioia, una professoressa di mezza età uccisa dall’adolescente Antonio malato di solitudine, Benedetta Mori, dopo il liceo classico e la laurea in sociologia all’università di Firenze, appassionata di scrittura, dopo aver provato qualche collaborazione con siti on line e stage in un quotidiano a 25 anni ha deciso di frequentare la Scuola Holden a Torino coltivando la sua grande passione per il cinema. In particolare quello italiano degli anni Settanta–Ottanta: «La mia regista preferita? Sicuramente Lina Wertmuller. Ho visto tutti i suoi film e per me è un punto di riferimento. Conosco a memoria le scene di Storia d’amore e d’anarchia un film che tutti dovrebbero vedere».

Luca Tronchetti

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