Toscana
Amministrative, Pardini e Lucca 2032 lasciano la trattativa: si parla solo di nomi
L’imprenditore: «Nessuno ci ascolta sui programmi». Dal centrodestra sembra arrivare il tentativo di riavvicinarlo
LUCCA. Troppi veti: Lucca 2032 con il suo leader Mario Pardini si sfila dal tavolo del centrodestra, ma il tavolo dà mandato ai segretari dei tre partiti costituiti che vi siedono(Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia), con i gruppi SìAmo Lucca, Difendere Lucca e fino a pochi giorni fa Lucca 2032) di convincerlo a tornare.
Va in scena l’ennesimo tira e molla nel centrodestra, che da oltre un mese si riunisce sistematicamente senza riuscire a individuare un candidato sindaco. La scissione è avvenuta l’antivigilia di Natale, e Lucca 2032 l’ha spiegata in una nota diffusa nell’immediatezza della decisione. «Siamo nati per pensare e costruire un futuro migliore per la nostra città – spiegano i rappresentanti di Lucca 2032 – e abbiamo preso parte al tavolo politico perché era nato “per discutere prima dei programmi e poi dei nomi”. A questo scopo avevamo intrapreso un’ampia campagna di ascolto dei cittadini sul territorio durata mesi, che aveva prodotto punti programmatici, che però nessuno ci ha mai chiesto di esporre. La discussione, al contrario delle premesse, si è subito incartata su chi dovesse essere il candidato della coalizione, dando il via alle solite faide interne, a giochi di potere dettati da personalismi tipici di una vecchia concezione di politica da cui non ci sentiamo rappresentati e che siamo nati per contrastare». Per Lucca 2032 «si doveva prima di tutto cercare di ristabilire un contatto con l’elettorato, coinvolgendo i cittadini lucchesi nelle scelte, invece si è assistito a una serie di incontri autoreferenziali fra pochi che hanno prodotto uno stallo, vanificando ogni sforzo propositivo verso concretezza e partecipazione. Il rifiuto velato di accettare le nostre proposte – proseguono – ossia ricorrere alle primarie o in alternativa al metodo proposto da Enrico Torrini, cioè far decidere il nome del candidato dai consiglieri comunali del centrodestra eletti dai cittadini, è stato la conferma del fatto che mentre si parlava di democrazia si andava nella direzione opposta, a costo di prendere la via della sconfitta elettorale». Per Lucca 2032 «lasciare il tavolo del centrodestra non è un gesto di rottura, ma un atto di coerenza che ci permette di riprendere il nostro progetto iniziale senza ulteriori rallentamenti e proporre un programma per la città che vogliamo, frutto dell’ascolto del territorio che per noi è sempre stato la priorità assoluta». Da parte sua Torrini, consigliere eletto nel 2017 con Lucca in movimento, seconda lista di Remo Santini, poi transitato nel gruppo misto e ora capogruppo di Lucca 2032 in consiglio comunale, ribadisce il senso della sua proposta: «I consiglieri del centrodestra eletti sono i più accreditati a individuare il candidato sindaco, sono loro che poi dovranno fare la campagna elettorale. Noi del gruppo Lucca 2032 siamo convinti che l’unico candidato che può vincere contro Francesco Raspini è Mario Pardini. Al contrario Santini non ha le caratteristiche per vincere, perché non è aggregante e non è riuscito nemmeno a mantenere la leadership dei suoi consiglieri eletti nel 2017, diversi lo hanno abbandonato».
«Le dinamiche del tavolo del centrodestra – spiega Pardini – hanno fatto sì che non ci fossero più le condizioni per noi per rimanere. Noi vogliamo parlare di progetti e programmi, loro solo di persone. Noi abbiamo a cuore il cambiamento della città, per questo abbiamo messo a punto proposte precise in ambito culturale, dell’innovazione studiando il piano nazionale di ripresa e resilienza e della mobilità. Questi sono gli ambiti in cui abbiamo già programmi più definiti. Lucca 2032 rimane a disposizione della città per il lavoro da fare: siamo nati non contro ma per, il nostro è un civismo con finalità concreta». Quale sarà ora la collocazione di Lucca 2032? Il punto di snodo è questo. Da parte sua Torrini smentisce in pieno che il movimento di Pardini possa transitare verso il “terzo polo” di Italia Viva e Azione («quello lo lasciamo a Giorgio Del Ghingaro», dice Torrini) ma, invece, verso una galassia di movimenti civici. Dal centrodestra intanto (dove Fratelli d’Italia ribadisce di non avere preclusione verso alcuno dei candidati, cioè Pardini, Santini e Luca Leone), sembra però che si tenti il ripescaggio di Pardini con un tentativo di riavvicinamento delegato ai tre segretari di partito. Operazione che dovrebbe essere veloce, anche perché l’input del tavolo sarebbe, almeno sulla carta, di individuare il candidato sindaco tra il 7 e il 15 gennaio.
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