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Altopascio 

Nascondeva le dosi in bocca Condannato a dieci mesi

G.P.
Nascondeva le dosi in bocca Condannato a dieci mesi

In caso di controllo delle forze dell’ordine, l’uomo ingeriva lo stupefacente  Arrestato dalla polizia lo il 28 ottobre, in casa aveva 37 involucri di eroina 

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Altopascio. Condannato a dieci mesi l’uomo che nascondeva le dosi di eroina in piccoli involucri all’interno della bocca. In caso di controllo delle forze dell’ordine ingoiava il tutto e se la cavava senza problemi.

Era questa la tecnica studiata e adottata per mesi da Moses Osarenkhoe, cittadino nigeriano di 37 anni, per sfuggire all’arresto. Una tecnica che però non è servita all’uomo, da tempo residente ad Altopascio e in regola con il permesso di soggiorno, lo scorso 28 ottobre, quando gli agenti della squadra mobile della questura lo hanno “beccato”. Il soggetto, infatti, aveva già destato l’attenzione delle forze dell’ordine. Pur non avendo alcun reddito ufficiale, non se la passava affatto male. Così la squadra Mobile, sotto la direzione del sostituto procuratore Antonio Mariotti, aveva iniziato a monitorare il trentasettenne notando che incontrava, nel territorio di Altopascio, alcuni tossicodipendenti della Piana e delle province limitrofe.

In modo rapido e disinvolto, Moses si infilava una mano in bocca, prendeva la dose che lì teneva nascosta e la consegnava ai suoi clienti. La polizia aveva chiesto e ottenuto un decreto di perquisizione dell’abitazione del 37enne: qui il 28 ottobre vennero trovate 37 dosi già confezionate di eroina per 7,55 grammi e 10,41 grammi di marijuana. Inoltre, gli agenti sequestrarono al soggetto anche 140 euro in contanti, denaro ritenuto dagli inquirenti provento dell’attività di spaccio. Trovati anche cinque telefoni cellulari, ritenuti strumento dell’attività.

A seguito della perquisizione, venne denunciato anche un connazionale del 37enne, che viveva con l’arrestato: venne trovato in possesso di 140 grammi di marijuana.

Nella tarda mattinata del 29 ottobre Osarenkhoe venne portato in tribunale per la direttissima. L’arresto venne convalidato ma il legale chiese e ottenne i termini a difesa. Il dibattimento, dunque, venne rinviato e l’imputato venne rimesso in libertà.

Il processo direttissimo si è chiuso lunedì scorso, 20 dicembre: il giudice monocratico Michela Boi ha condannato Moses Osarenkhoe a dieci mesi di reclusione, considerando il fatto di lieve entità (articolo 73, comma 5 del Testo unico sugli stupefacenti) per la modica quantità di sostanza stupefacente rinvenuta nell’abitazione del soggetto.



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