Sicurezza
Smonta la colonnina e porta via 3.900 euro
Tre anni e due mesi al ladro della stazione di servizio Q8 scoperto da testimone che era andato a fare il pieno
Luca Tronchetti
LUCCA. Grazie a un testimone e alle telecamere di sorveglianza della stazione di servizio viene scoperto e condannato un automobilista che il pieno di benzina lo faceva senza pagare. Smontando, con un piccolo passepartout, la colonnina dei pagamenti dotata di una piccola cassaforte interna dove vanno a finire le banconote si era impossessato di 3900 euro in contanti per poi allontanarsi a bordo di una vettura con targa risultata contraffatta. Nei guai è finito Roberto Matteu residente in provincia di Arezzo, piccoli precedenti di polizia e accusato di furto aggravato. L’imputato, che nel corso di varie udienze non si è mai presentato in aula, è stato condannato dal giudice Giuseppe Pezzuti a tre anni e due mesi di reclusione e 400 euro di multa. Tra l’altro il titolare della pompa di benzina che ha subito il furto, assistito dall’avvocato Luca Cantini, costituitosi parte civile nel processo penale ha ottenuto un risarcimento del danno stimato in 5000 euro.
I fatti. Primo pomeriggio del 15 luglio 2018 stazione di servizio Q8 in via delle Tagliate. Un’auto, condotta da Roberto Matteu, si ferma a fare il pieno di carburante. L’automobilista scende dall’abitacolo e si dirige verso la zona self service. E facilmente riconoscibile perché indossa un vistoso cappello di paglia e abiti sportivi. A riconoscerlo, senza ragionevole dubbio, è un automobilista lucchese che qualche istante dopo si ferma alla stessa stazione di servizio per rifornirsi di benzina e lo nota mentre finisce di fare il pieno e risale in auto per allontanarsi. Ma, a suffragare la tesi del testimone, ci sono pure le immagini della telecamera posta all’interno della pompa di benzina. In sostanza, stando all’accusa, l’automobilista usando una sorta di minuscolo passepartout svita la colonnina per il pagamento dell’erogazione self service e arriva alla cassettina dove finiscono le banconote. La svuota e si allontana con il malloppo che si avvicina ai quattromila euro.
A dare l’allarme è lo stesso automobilista-testimone fermato a mettere benzina. Viene informato il gestore della pompa di carburante e le forze dell’ordine iniziano gli accertamenti.
Un processo indiziario, perché emerge subito che la targa della macchina è contraffatta, ma nel corso del processo la circostanziata descrizione dell’autore del furto e dei fatti oggetti la contestazione portano il giudice a emettere una sentenza di condanna. Il legale dell’imputato ricorrerà in appello.
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