Sicurezza
Lavori a S. Concordio inchiesta archiviata
Nessun abuso, falso e deposito incontrollato di rifiuti ipotizzato nella denuncia del comitato del quartiere
LUCCA. Nessun reato penalmente rilevante legato all’esposto presentato il 10 febbraio scorso da Clara Mei, referente del comitato “Per San Concordio” e legale rappresentante dell’associazione «Amici del Porto di San Concordio» che ipotizzava i reati di falso in atto pubblico, truffa i danni dello Stato e deposito incontrollato di rifiuti in relazione alle aree a verde del quartiere tra piazzale Aldo Moro e l’acquedotto del Nottolini. Nessun abuso edilizio riscontrato per il progetto Quartieri Social – finanziato con quattro milioni dal Governo – e tutto regolare. Con l’archiviazione del giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri, che ha accolto la richiesta del pm Enrico Corucci, adesso la palla passa alla Corte dei conti che dovrò valutare irregolarità di carattere amministrativo. Archiviata la posizione di un dirigente comunale, del responsabile della cooperativa che aveva scarificato la strada e del professionista che aveva redatto il progetto preliminare.
I fatti. L’associazione contestava la realizzazione di opere non conformi alle norme del regolamento edilizio cittadino – in particolare la costruzione di una “galleria coperta” e un parcheggio in un’area dove erano consentiti interventi in materia di territorio agricolo – e la falsa dichiarazione di conformità in modo da beneficiare indebitamente dell’ingente finanziamento statale di quattro milioni oltre al deposito incontrollato di rifiuti costituiti da asfalto. Per la procura quest’ultima accusa è insussistente in quanto la cooperativa che aveva proceduto alla scarificazione della strada con il proposito di riutilizzare l’asfalto per lavori di riempimento ha poi smaltito l’asfalto che adesso non è più presente in zona. E nessun illecito penale è stato rilevato riguardo la delibera della giunta (26 agosto 2016) del progetto di fattibilità tecnica ed economica dei lavori di messa a sistema delle aree verdi del quartiere S. Concordio per un importo di quattro milioni. Stando alla richiesta di archiviazione del pm, a cui il giudice ha aderito, viene rilevata la conformità urbanistica trasmessa dal professionista al Comune legata al progetto preliminare presentato (conservazione degli alberi, incremento delle aree verdi e delle superfici impermeabili) mentre il riferimento al progetto esecutivo e definitivo – relativo alla realizzazione di un percorso pedonale con pavimentazione e alla riqualificazione del parcheggio esistente in area censita come “terreno agricolo” – trovano una previsione normativa. Il comitato non avrebbe poi impugnato i provvedimenti amministrativi contestati.
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