La protesta
Le foto di Tommaso Teora in un libro che racconta il dramma dell’alluvione
LUCCA. Il 19 giugno del 1996, una terribile alluvione travolse i paesi di Cardoso e Fornovolasco uccidendo 14 persone. In poche ore sul crinale delle Alpi Apuane – nella zona tra il monte Forato e il gruppo delle Panie – caddero decine di centimetri di pioggia. L'acqua ingrossò i torrenti che travolsero i borghi sul versante della Versilia, e sulla parte della Garfagnana. Il fotografo Tommaso Teora fu tra i primi a raggiungere le località colpite dal disastro, scattando fotografie che oggi, a distanza di 25 anni, ha raccolto in un libro, con il quale documenta la tragedia e la successiva ricostruzione. È stato presentato ieri a palazzo del Pegaso, “25 anni fa. Alluvione Versilia e Garfagnana. 19 giugno 1996”, il libro fotografico di Tommaso Teora edito dalla casa lucchese “Tra le righe libri”.
«Ringrazio Tommaso Teora per averci voluto regalare questo libro - dice il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo - Tutti ricordiamo quelle terribili immagini, che fecero il giro d’Italia e ci raccontarono la devastazione di una delle più tremende alluvioni che abbiamo vissuto».
«Quell’alluvione, che ha segnato profondamente i nostri territori, è documentata in modo molto efficace nel libro di Teora: 320 fotografie che oggi rappresentano una testimonianza», aggiunge il consigliere regionale Mario Puppa.
«Le foto sono state scattate in due anni, con diciassette viaggi. Sempre con lo scooter, che mi permetteva di arrivare sui luoghi della tragedia anche nei primi momenti, quando non facevano passare le auto», racconta Tommaso Teora, che con i suoi scatti rende testimonanzia «di questa alluvione maledetta, quando in dieci ore caddero 475 millimetri d’acqua».
«La scelta della casa editrice è stata importante – assicura l’editore Andrea Giannasi –. Oltre a raccogliere una memoria tragica e terribile, questo libro dà la possibilità di osservare cosa accade nei territori in circostanze simili e cosa succede dopo, con le possibilità e le opportunità che nascono da una grande tragedia. In questo caso, il territorio è diventato laboratorio di buone pratiche, che hanno portato a una buona ricostruzione».
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