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Lucca

aveva 87 anni 

Addio a Renzo Milani storico capobanda della Campagnola

L.S.
Addio a Renzo Milani storico capobanda della Campagnola

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CAPANNORI. «Abbiamo perso un pezzo della nostra storia». Moreno Paolini, presidente della banda spettacolo “La Campagnola” di Marlia, parte da qui per raccontare il lutto che ieri ha colpito la storica associazione. All’età di 87 anni, si è spento Renzo Milani. Da qualche giorno, dopo un’improvvisa malattia, si trovava ricoverato all’ospedale San Luca e qui, nel primo pomeriggio di ieri, il suo cuore ha cessato di battere.

Milani lascia la moglie e tre figli, ai quali vanno le condoglianze della redazione del Tirreno. Ma lascia anche un grande vuoto nella banda marliese nata 116 anni fa. Di quei 116 anni almeno una settantina li ha vissuti da protagonista proprio Renzo Milani che nel gruppo entrò che era poco più di un ragazzo, fino a diventarne capobanda. E capobanda lo era tuttora, anche se onorario. Da qualche tempo, con l’avanzare dell’età, aveva appeso lo strumento che suonava – il trombone – al chiodo, ma lo stesso non si è mai allontanato dal gruppo. Anzi.

«Anche se capobanda onorario Renzo era sempre molto attivo – ricorda Paolini – anche se non suonava più veniva sempre con me a ogni manifestazione a cui partecipavamo. Partecipava alle sfilate portando il labaro dell’associazione e quando c’era da ritirare un riconoscimento era lui la figura più degna di ritirarlo. Solo negli ultimissimi tempi, a causa di qualche acciacco per l’età aveva un po’ diradato la sua partecipazione. Ma il suo sostegno c’è sempre stato».

Da tempo in pensione, Renzo Milani aveva lavorato a lungo in cartiera, ma la sua grande passione era la musica. E in particolare il suo impegno era rivolto ai giovani e alla loro formazione, per non disperdere il patrimonio culturale che accompagna l’esperienza di una banda folkloristica.

Ancora da stabilire la data dei funerali. In ogni caso sarà un addio in musica: «Andremo a suonare per rispettare quella che era la sua volontà – conclude il presidente della Campagnola – in particolare c’era un brano nel repertorio che lui amava tantissimo, intitolato “Pablito”. E lui lo diceva sempre: quando morirò dovrete suonare questo pezzo».

L.S.

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