Sicurezza
Lucca, i nomi degli eletti in consiglio provinciale
La lista di centrosinistra ispirata al presidente Menesini conquista sei seggi su dodici, uno in meno rispetto al passato. Alla lista centrista "In Provincia" ne vengono assegnati tre, altrettanti a quella di centrodestra, due in meno
LUCCA. Sei seggi alla lista di centrosinistra “Provincia Civica Democratica e Progressista con Menesini”; tre alla lista centrista denominata “In Provincia” e tre alla lista “Centrodestra e Civiche per la provincia di Lucca”.
E’ questa la composizione ufficiale del nuovo Consiglio provinciale di Lucca espressione del responso delle urne a seguito delle elezioni svoltesi ieri (sabato 18 dicembre) per il rinnovo del consiglio provinciale che era in carica dal 16 dicembre 2019.
Oggi – domenica 19 dicembre – l’Ufficio elettorale della Provincia di Lucca presieduto dal direttore e segretario generale Roberto Gerardi, è tornato a riunirsi di prima mattina per perfezionare le operazioni, applicare gli indici di ponderazione ai voti espressi e proclamare i 12 eletti alla carica di consigliere provinciale.
Gli eletti sono (tra parentesi i voti): per la lista "Centrodestra e Civiche per la provincia di Lucca" Ilaria benigni (33), Michele Giannini (36), Matteo Petrini (30); per la lista "In Provincia" Lorenzo Alessandrini (16), Chiara Consani (14), Marco Remaschi (47); per la lista "Provincia Civicaa Democratica e Progressista con Menesini" Patrizio Andreuccetti (30), Sara D'Ambrosio (25), Andrea Carraru (83), Nicola Conti (17), Maria Teresa Leone (18), Iacopo Menchetti (15).
Si trattava di una consultazione elettorale di secondo livello che non riguardava l’elezione del presidente (Luca Menesini è stato rieletto nel 2019 e la carica dura 4 anni) che ha chiamato al voto 475 amministratori del territorio tra sindaci e consiglieri comunali. Un corpo elettorale derivato dai 33 Comuni del territorio: 10 amministrazioni civiche che votavano nel seggio di Lucca, 16 Comuni per la sottosezione in Garfagnana e 7 infine in Versilia.
La consultazione elettorale - svoltasi dalle 8 alle 20 di ieri 18 dicembre - era organizzata su tre sedi sia per evitare assembramenti, sia per favorire la partecipazione degli aventi diritto al voto. Oltre al seggio principale allestito a Palazzo Ducale a Lucca, infatti, sono state attivate le due sottosezioni di Castelnuovo Garfagnana (sede dell’Unione dei Comuni della Garfagnana in via Vittorio Emanuele 9); e di Viareggio (Villa Argentina in via Vespucci 44). Costituiti anche alcuni “seggi speciali” per dare la possibilità del voto domiciliare ad alcuni amministratori grazie al sostengo della Misericordia di Castelnuovo Garfagnana, della Croce Rossa di Viareggio e della Croce Verde di Lucca.
L’affluenza complessiva alle urne in questa tornata elettorale è stata dell’89,26% (424 votanti su 475 aventi diritto); dato leggermente superiore all’89% del 2019 (elezioni presidente e rinnovo consiglio), mentre nel 2017 era stata più bassa: 76,30 per cento (rinnovo solo del consiglio). Nel 2015 quando ci furono le prime elezioni di secondo livello per presidente e consiglio l’affluenza al voto fu dell’84%.
Per la consultazione elettorale, come stabilito dalla Legge Delrio, ogni elettore (sindaco o consigliere comunale) poteva esprimere solo il voto per uno dei candidati alla carica di consigliere provinciale. Ricordiamo che le elezioni di secondo livello prevedono l’applicazione degli indici di ponderazione dei voti per l’elezione dei nuovi organi amministrativi provinciali. Indici che fanno riferimento alle fasce demografiche di appartenenza dei Comuni.
Più nel dettaglio al seggio di Lucca hanno votato 148 amministratori su 164 (90,2%); a Castelnuovo Garfagnana 162 votanti (88%) su 184; a Viareggio 114 votanti (89,7%) su 127.
Il responso delle urne è stato di 115 voti (di cui 25.449 ponderati) per la lista n. 1 “Centrodestra e Civiche per la provincia di Lucca”; di 95 voti (20060 ponderati) per la lista n. 2 “In Provincia” ; e di 212 voti (45585 ponderati) per la lista n. 3 “Provincia Civica Democratica e Progressista con Menesini”.
I voti senza preferenza nei tre seggi sono stati in tutto 12.
I commenti
"C'è stato un forte successo della terza lista, riformista e liberale, che ottiene tre seggi, strappandone uno al Pd, che passa da 7 a 6, e due al centrodestra che scende da 5 a 3 - dice Francesco Colucci, di Riformisti per Lucca Viva - Alla guida quattro sindaci, Marco Remaschi, Lorenzo Alessandrini, Giorgio Del Ghingaro, Elisa Anelli, con i primi due eletti assieme a Chiara Consani, candidata viareggina di Del Ghingaro. Una affermazione politica che è l'inizio di un percorso atto a valorizzare le forze moderate e riformiste di fronte a una sinistra chiusa e arrogante che non accetta dialoghi. Questo ottimo risultato fornisce due indicazioni politiche chiare: un candidato unitario, riformista e liberale, ha ottime possibilità di successo alle prossime elezioni al Comune di Lucca. Il Pd può essere battuto solo da un candidato riformista, non avendo più il centrodestra, a Lucca, né attrattiva, né uomini, né programmi, per farlo. Nel nuovo consiglio provinciale la maggioranza del Pd è assicurata solo dal voto del presidente, che non era oggetto di rinnovo. Il suo rinnovo, previsto fra due anni, sarà, alla luce di questi risultati, molto combattuto soprattutto se il Pd dovesse perdere il Comune di Lucca. Un sindaco di Lucca e un presidente della Provincia, entrambi riformisti e liberali, farebbero uscire Lucca dalla colpevole stagnazione amministrativa, dalle decisioni sempre rinviate, innestando un completo rinnovamento, politico e programmatico, quanto mai urgente, necessario e indispensabile. I cittadini di Lucca e dell'intera provincia si meritano istituzioni efficienti e rinnovate, che sappiano volare alto nei programmi, nei progetti e nelle scelte".
Patrizio Andreuccetti, sindaco di Borgo a Mozzano e segretario Pd, così analizza il risultato delle urne: "Queste elezioni provinciali erano state impostate dalla lista di centro (che in realtà andrebbe chiamata lista Mallegni, visto che deve il terzo consigliere al Senatore di FI e praticamente non ha preso un voto nei Comuni della Piana e nel capoluogo) e dalla lista del centrodestra con un unico obiettivo: impedire al centrosinistra di governare autonomamente. Ciò non è accaduto: il centrosinistra ha fatto un gran gioco di squadra e di compattezza ed è riuscito a ottenere da solo oltre il 50% dei voti, garantendosi i numeri per continuare a governare la Provincia con la stessa determinazione e passione di sempre".
"Ringrazio quindi tutti i consiglieri comunali e i sindaci che hanno partecipato al voto - continua Andreuccetti -. I dati si vedono bene e parlano chiaro: il terzo polo è riuscito a mettere tre consiglieri anziché due grazie al voto di Pietrasanta, dove il senatore Mallegni ha scelto di non far votare Scannerini, vicepresidente proviciale di Fi, per supportare un centro altrimenti in grande difficoltà, visto che non è riuscito a portare a sé i voti del centrosinistra. Per esistere, infatti, il terzo polo ha avuto bisogno del centrodestra, il che ci fa pensare che hanno camminato mano nella mano tutto il tempo. Il centrodestra è pertanto il grande sconfitto (perde due seggi), il centro esiste ma non incide, il centrosinistra ha superato il 50 per cento dei voti e continua a governare in autonomia".
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