Finanza
Crac Papergroup: sequestrate tre ville
Operazione della Guardia di Finanza nel nuovo capitolo legato al fallimento della cartiera capannorese avvenuto nel 2018
capannori. Tre ville per un valore complessivo di oltre un milione sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza di Lucca. Si tratta dell’ultimo atto, in ordine di tempo, del crac della ex Papergroup Spa, la grande cartiera della Lucchesia dichiarata fallita tre anni fa.
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Lucca, su disposizione del Gip del tribunale di Pistoia, hanno esecuzione una misura cautelare che ha portato al sequestro preventivo di beni per oltre un milione di euro nei confronti di due ex manager della società. L’attività – come spiega la Guardia di Finanza in una nota – era partita dalle investigazioni condotte dagli specialisti del nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lucca i quali, nel gennaio 2020, hanno concluso una serie di accertamenti riguardanti appunto la vicenda giudiziaria relativa al fallimento della cartiera lucchese. Da questi accertamenti erano state riscontrando distrazioni finanziarie per un ammontare complessivo di oltre 6,5 milioni di euro. I controlli avevano portato anche alla denuncia all’autorità giudiziaria di Lucca, di quattro componenti del consiglio di amministrazione della Papergroup per bancarotta fraudolenta, per due di loro anche per autoriciclaggio.
A finire nei guai erano stati i fratelli Rodolfo Vamberti e Valerio Vamberti, e i loro figli Antonio Vamberti e Daniele Vamberti, ai vertici dell’azienda cartaria.
In particolare, come spiega la Guardia di Finanza, nel corso delle indagini erano stati fatti accertamenti bancari, ispezioni contabili nell’impresa fallita e due rogatorie internazionali, in Svizzera e in Liechtenstein. Nei due paesi erano ubicati conti correnti e due società che detenevano giuridicamente diversi beni immobili insistenti sul territorio nazionale, risultati nella disponibilità degli indagati. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza quegli immobili sarebbero stati solo strumentalmente intestati alle due società straniere, con lo scopo di mascherarne la loro effettiva titolarità. Ricostruzione che è stata ulteriormente rafforzata dalle successive ispezioni nei confronti della società e dei suoi amministratori, ispezioni fatte per sottoporre a tassazione i proventi illeciti derivanti dalle distrazioni accertate.
Una volta completate le verifiche fiscali, e tenuto conto delle contestazioni amministrative mosse complessivamente, sono scattate le denunce per i due ex manager della società (i cugini Antonio e Daniele Vamberti) alla Procura della Repubblica pistoiese. In provincia di Pistoia, infatti, sono residenti i due manager, denunciati dalla Guardia di Finanza per il reato di dichiarazione infedele. Le Fiamme Gialle si sono rimesse poi alla valutazione dell’autorità giudiziaria davanti alla possibilità di fare un sequestro preventivo per un valore pari all’imposta evasa.
E la valutazione è arrivata: il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pistoia, accogliendo la richiesta avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica, ha emesso il provvedimento cautelare eseguito in questi giorni dalle Fiamme Gialle. Provvedimento che si concretizzato nel tre ville: due a Pescia e la terza a Pietrasanta, per un valore pari a quello da sequestrare, ossia 1.005.492 euro.
«L’operazione sviluppata dalla Guardia di Finanza – si legge nella nota delle Fiamme Gialle – testimonia l’impegno del corpo nell’azione di contrasto ai fenomeni illeciti economico – finanziari più gravi e insidiosi, integrando le funzioni di polizia economicofinanziaria con quelle di polizia giudiziaria e garantendo il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei patrimoni dei soggetti che si sono indebitamente arricchiti, al fine di assicurare l’effettivo recupero delle somme frutto, oggetto o provento delle condotte illecite».
Il gruppo cartario Papergroup (poi rilevato all’asta fallimentare da un gruppo veneto, totalmente estraneo alla vicenda) al momento del crac dava lavoro a 147 persone.
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