Il Tirreno

Lucca

Prof e bidelli, in cento senza Green pass

Hanno cinque giorni da ieri per comunicare la propria decisione di vaccinarsi o no. Poi scatteranno le sospensioni

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Lucca. Sono più di cento, tra docenti e personale Ata, i dipendenti del comparto scuola dei territori di Lucca, Piana e Mediavalle Garfagnana che allo scattare dell’obbligo del Green pass rafforzato ne sono risultati privi.

A fare il punto della situazione è Donatella Buonriposi, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Lucca e Massa Carrara. L’entrata in vigore dell’obbligo del vaccino per il personale della scuola sta mettendo in difficoltà soprattutto alcuni istituti.

«Nell’istituto di Castiglione di Garfagnana – ha affermato la dirigente Buonriposi – risultano senza Green pass rafforzato sei docenti e due collaboratori. All’Isi in Garfagnana 7 sono i docenti e due i collaboratori Ata. Al Fermi di Lucca, sono 24 i docenti privi di Green pass rafforzato, di cui cinque con certificato e dieci dipendenti Ata. All’istituto Pertini, dieci sono i docenti, tre gli esenti dal Green pass, mentre ne risulta privo un collaboratore. L’elenco continua. All’istituto Passaglia, 17 i docenti senza Green pass rafforzato e due i dipendenti Ata. Al liceo classico Machiavelli, dodici sono i docenti e tre i dipendenti Ata. All’istituto Carrara sei i docenti e sette i dipendenti Ata. Questi alcuni dei dati analitici resi noti. Per quanto riguarda gli asili nido, viene confermato dal Comune, che «il problema del personale scolastico privo di Green pass è insignificante».

Ma il vero banco di prova sarà il 21 dicembre, quando sarà trascorso il periodo di comporto di cinque giorni per tutti coloro che non sono in regola. A quella data, per tutti coloro che risulteranno ancora senza Green pass rafforzato partiranno gli avvisi i da parte dei dirigenti scolastici dei singoli istituti.

Una situazione che preoccupa molto. «Dal 21 dicembre – spiega il professor Massimo Fontanelli, dirigente del polo superiore Fermi Giorgi – faremo il punto della situazione per vedere chi, tra i docenti e i collaboratori privi di Green pass rafforzato, si è messo in regola e chi invece no. Per coloro che invece hanno deciso di vaccinarsi ci sarà un ulteriore periodo per ricevere la dose: per il personale docente c’è una corsia preferenziale».

Ma per quelli che rimarranno sulle proprie posizioni, decorsi tutti i termini, scatterà la sospensione e quindi, per gli istituti, inizierà la ricerca dei supplenti.

«È un grosso problema – continua il dirigente Fontanelli –. In primo luogo dovremo trovare supplenti vaccinati, il cui contratto comunque, in base alla normativa vigente, dipenderà dalla decisione del titolare della cattedra di vaccinarsi successivamente. Qualora si decidesse a fare il vaccino, potrà rientrare al suo posto e decadrà l’incarico del supplente. Ma coloro che purtroppo faranno le spese di questa situazione sono i ragazzi: io penso in primo luogo a loro. Ad esempio i ragazzi che frequentano la quinta superiore, avranno possibilità di apprendere limitate da questa situazione. Senza contare che veniamo da due anni molto critici: prima con il lockdown totale, poi, l’anno scorso, con una percentuale di didattica a distanza molto alta, tra il 25 e il cinquanta per cento. È chiaro che agli studenti mancherà la preparazione. La didattica a distanza si può fare, ma entro determinati limiti. I ragazzi pagano le conseguenze sia dal punto di vista dell’apprendimento che comportamentale, perdono la capacità di stare attenti».

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