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Caldaia guasta al Passaglia: gli studenti tornano in Dad

Luigi Spinosi
Caldaia guasta al Passaglia: gli studenti tornano in Dad

Alla sede di Sant’Agostino del liceo musicale temperature sotto i dieci gradi. Fino a giovedì, in attesa della riparazione, i ragazzi faranno lezione da casa

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LUCCA. Due giorni di lezioni ma solo con la didattica a distanza per gli studenti del plesso di Sant’Agostino del liceo artistico musicale Passaglia. Questa volta non c’entra il Covid, ma piuttosto il raffreddore che ragazzi e insegnanti rischiavano di beccarsi a frequentare l’istituto, a causa di un impianto di riscaldamento da rifare.

Era da qualche giorno, infatti, che nelle aule dell’istituto si pativa il freddo e ieri mattina, al ritorno in classe dopo il weekend i ragazzi si sono presentati in aula con il termometro, ed è venuto fuori che la massima non superava mai i dieci gradi. Poco, troppo poco per riuscire a stare seduti in classe a seguire le lezioni.

È partita così la protesta degli studenti, con i loro rappresentanti che hanno incontrato la dirigente scolastica del Passaglia Maria Pia Mencacci. Alla fine la soluzione trovata, in attesa di un intervento che si spera risolutivo all’impianto di riscaldamento, è stata quella di proseguire le lezioni da casa fino a giovedì (quando, secondo le rassicurazioni arrivate dalla Provincia, il problema all’impianto di riscaldamento dovrebbe essere risolto).

Così i poco più di duecento ragazzi che frequentano il plesso di Sant’Agostino torneranno alla cosiddetta Dad, come nei giorni più pesanti della pandemia.

«Oggettivamente nelle aule faceva freddo – conferma la direttrice didattica Maria Pia Mencacci – e per questo i ragazzi hanno indetto una sorta di sciopero bianco». I ragazzi infatti non hanno protestato contro il problema decidendo di non andare a scuola, sono rimasti regolarmente in classe, anche se intabarrati in pesanti coperte, per riscaldarsi in primis, ma anche per testimoniare il disagio che dovevano sopportare.

«Il problema – riprende la direttrice didattica – è rappresentato dalla caldaia. C’è da dire che questa volta i tecnici sono arrivati immediatamente una volta fatta la segnalazione alla Provincia. Solo che quello che hanno detto non è stato incoraggiante. Non si tratta di un semplice guasto, la caldaia che alimenta i riscaldamenti sarebbe rotta in modo irreparabile». Insomma, non basta qualche ora di lavoro di un tecnico per riportare la situazione alla normalità, c’è una parte importante di impianto che deve essere sostituita ex novo. Un intervento comunque dovrebbe essere fatto in breve tempo: un paio di giorni appunto.

«Dalla Provincia mi è stato garantito che giovedì sarebbe stato tutto a posto – conclude la dirigente scolastica – nel frattempo, considerando che in quelle condizioni non è pensabile riuscire a fare lezioni in classe, abbiamo deciso di ricorrere alla didattica a distanza per i prossimi due giorni». Sperando che giovedì mattina, al ritorno in classe, le temperature siano effettivamente ritornate su livelli accettabili.

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