Sicurezza
«Competenza per usare i fondi che arriveranno e rendere i sogni realtà»
Per Francesco Raspini il candidato ideale deve saper aggregare «Lucca è un contesto competitivo, non c’è schieramento prevalente»
le risposte
Domenica 19 dicembre a Lucca si svolgeranno le primarie del centrosinistra: a contendersi l’investitura di candidato a sindaco della coalizione saranno due assessori della giunta uscente. In questi due pezzi “a specchio” le loro risposte alle domande che abbiamo posto loro (le stesse ad entrambi) al confronto nella redazione del “Tirreno” a Lucca.
1. Il candidato sindaco ideale del centrosinistra deve avere capacità di aggregare il maggior numero di mondi possibile. In un contesto come quello di Lucca, sempre molto competitivo, non c’è uno schieramento prevalente. Tutto si basa sulla capacità del candidato di trasmettere una versione chiara della città, un’idea di sviluppo, il suo posto nel contesto territoriale: Lucca in rapporto con la Piana, con la costa e con l’intera Toscana. Il candidato deve avere la possibilità di incarnare tutto questo e avere anche la capacità di rendere Lucca centrale. Il nostro territorio è importante e merita attenzione da parte dei livelli istituzionali più alti. Il candidato deve avere capacità di operare rinnovamento, di dare il senso che si apre una storia nuova: dopo dieci anni di amministrazione guidata da Alessandro Tambellini il rinnovamento è necessario. La fase storica post Covid è caratterizzata da un’aspettativa forte di ripartenza e rinascita e sarà caratterizza da importanti fondi e risorse che arriveranno e avranno bisogno di grande competenza per gestirli. Il candidato deve stare in tutto questo, deve riuscire a trasformare idee e sogni di tutti in realtà concreta. Deve saper “far accadere”.
2. Se parliamo di criticità del territorio in quanto tale, sicuramente la situazione sociale conseguente alla pandemia è un’emergenza su cui si dovrà lavorare. Le persone che si rivolgono al supporto del sociale sono aumentate e questo avrà una ripercussione sulla prossima amministrazione, non in un’ottica assistenzialista ma attivando veri percorsi che portino le persone all’autonomia, a non avere più bisogno del sociale. L’altra criticità sono le infrastrutture. Lucca e la Piana hanno una forte vocazione industriale, che significa necessità di conservare le condizioni che rendano possibile lo sviluppo, e implementarle. Gli investimenti che abbiamo in programma – l’asse suburbano, il nuovo ponte sul Serchio, il raddoppio ferroviario Lucca Firenze e il collegamento all’alta velocità – vanno in questo senso. Su cosa questa amministrazione poteva fare meglio, il tema è lo sport, come sostegno a realtà sportive e investimento su impiantistica sportiva. Lo sport è trasversale quanto a estrazione sociale, è educazione alla cittadinanza e alla sconfitta. Un altro aspetto su cui si poteva fare meglio è la comunicazione. Da quando sono assessore ai lavori pubblici, ho visto quante cose sono state fatte e quante potevano essere comunicate. Mi sono sforzato di raccontare un disegno complessivo e un disegno di crescita della città. Ma nella comunicazione bisogna fare di più.
3. Né debolezza, né forza: che si siano candidati due assessori Pd della stessa giunta è un fatto. Per le primarie c’è stato un percorso aperto. Io sono stato il primo a uscire pubblicamente, sei mesi fa, per sottrarre la discussione ai pettegolezzi. Ho deciso di metterci la faccia. I cittadini sono stanchi dei giochini della politica e vogliono risposte chiare. Il percorso delle primarie è stato aperto a chi volesse partecipare. Il fatto che siamo solo noi due del centrosinistra a partecipare significa che rappresentiamo tutto lo spettro dei mondi che si ritrovano nel centrosinistra e vogliono intraprendere un percorso chiaro. E sottolineo che quello delle primarie è un percorso trasparente e leale.
4. Tengo particolarmente a periferie e paesi. Lucca è una comunità complessa: 90.000 abitanti divisi in 84 fra paesi e frazioni, ogni comunità ha specificità e problemi. Candidarsi significa avere voglia di ascoltare, raccontare e intervenire in ogni comunità per renderla più accogliente. Il centro storico è il motore di tutto e a volte rischia di mettere in secondo piano l’esterno. Sono 10.000 abitanti dentro le Mura e 80.000 fuori. Serve dare rappresentanza a chi sta fuori. Nel mio percorso da assessore ci ho provato e vorrei continuare se fossi eletto sindaco.
Barbara Antoni
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