Il dolore
Addio a Chelini, l’anima della Folgore Segromigno
Nel 1962 fondò il fiorente vivaio Conquistò decine di trofei Nel 1997 venne premiato dalla Figc con la medaglia d’oro Lascia la moglie e due figli
Luca Tronchetti
SEGROMIGNO IN PIANO. Il calcio giovanile della Lucchesia perde uno dei suoi padri nobili. Se n’è andato ieri pomeriggio nella sua casa per un malore che non gli ha lasciato scampo Alfredo Chelini, 85 anni, fondatore nel 1962 della Folgore Segromigno, una delle storiche società calcistiche che, tra gli altri, ha forgiato calciatori professionisti come Simone Angeli, difensore di Lucchese, Perugia, Montevarchi, Sorrento e altre formazioni di C, e allenatori come Andrea Ruglioni, un passato da tecnico del vivaio della Fiorentina.
Alfredo Chelini aveva a cuore i suoi ragazzi che trattava alla stregua di figli. Non era interessato alla carriera in campo quanto ai valori che il calcio e lo sport dovevano trasmettere: amicizia, lealtà, educazione, disciplina. In sintesi una valvola di sicurezza in grado di aiutarli a socializzare preparandoli per la vita. Per oltre 50 anni era stato al vertice della società – oggi presieduta da Graziano Giannini – assieme al compianto Eugenio Paoli, co-fondatore del club e a cui è stato intitolato il campo sportivo di Segromigno in Piano e a Graziano Barsanti, il direttore sportivo dello storico settore giovanile della Piana: «Alfredo per me era più che un fratello. Abbiamo condiviso lo stesso modo di interpretare un calcio lontano dallo stress e dall’agonismo esasperato. I nostri ragazzi dovevano prima di tutto divertirsi e coltivare amicizie per diventare bravi cittadini. Per Segromigno in Piano, Alfredo era un’icona. Per lui c’erano soltanto la Folgore e la famiglia. Pioggia, vento, neve, era sempre al campo: durante le partite e gli allenamenti. Era il presidente, ma non gli costava fatica prendere una scopa o uno straccio e pulire gli spogliatoi. Nel 1997 l’allora presidente della Figc, l’avvocato Luciano Nizzola, lo premio con medaglia d’oro e l’attestato di benemerenza sportiva. Ma lui il giorno dopo era al lavoro tra i suoi ragazzi». Umile e modesto Alfredo Chelini, ex dipendente in pensione dell’Italcarta, aveva iniziato a giocare a pallone a 15 anni, ma tre anni dopo decise di attaccare le scarpette al chiodo e di dedicarsi alla formazione dei giovani. Per la sua amata Folgore Segromigno era pronto a farsi in quattro e a raccogliere fondi attraverso l’organizzazione della sagra della zuppa alla frantoiana. Numerosi i campionati, le coppe e i trofei vinti dalla Folgore sotto la sua direzione tra cui spicca quello regionale del 1987. Poi le affermazioni a tornei provinciali di prestigio come il «Koala» e il «Parisotto» o il «Galluzzo» superando squadre di A, come Bologna e Fiorentina. Negli anni Duemila poi la sua Folgore fu invitata a competizioni internazionali in Spagna, Francia e Croazia. Da sempre impegnato nel volontariato con i donatori di sangue Fratres di Segromigno e in parrocchia, Alfredo Chelini lascia la moglie Renza Guidotti, 81 anni, e i figli Stefano e Amerigo. I funerali si terranno domani alle 15 nella chiesa di Segromigno in Piano.
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