Attenzione
Buoni alimentari, è boom Richieste da 120 famiglie
In totale, le domande pervenute riguardano un numero di oltre 400 persone I fondi disponibili permettono di soddisfare poco più della metà delle istanze
Luigi Spinosi
PORCARI. La difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena non è un qualcosa di lontano o di marginale, ma è un problema reale e vicino a noi. Anche in piccole realtà, dove pure esiste un tessuto sociale forte e solidale. Lo dimostra il caso di Porcari, fra l’altro in un territorio dove l’economia tira meglio che altrove. Qui nelle scorse settimane era stato pubblicato dal Comune un bando per erogare buoni spesa alimentari alle famiglie che si trovavano in difficoltà. Ebbene, in risposta a quel bando sono arrivate 134 richieste di aiuto, e anche togliendo quelle che non sono state giudicate ammissibili (per esempio per un reddito superiore al limite previsto) ne sono rimaste 120 che vanno a fotografare un problema reale. E non sono certo poche per un comune che non arriva a 9mila abitanti: anche perché non si tratta di 120 persone (che sarebbero comunque già molte), ma di 120 nuclei familiari. Certo, ci sono quelli composti da una sola persona, ma la maggior parte (trenta, un quarto del totale) sono rappresentati da famiglie di quattro persone e altrettanti da famiglie con cinque o più componenti. Alla fine quelle 120 domande rappresentano in realtà 408 persone, quasi il cinque per cento dell’intera popolazione di Porcari, bambini compresi.
Tante, troppe per riuscire a soddisfarle tutte: i contributi previsti partivano da 150 euro per le famiglie con un solo componente, passando a 200 euro per quelle con due persone, e andavano crescendo di 50 euro per ogni ulteriore familiare. In totale la cifra necessaria per riuscire a soddisfare tutte le domande superava i 31mila euro. Ma le somme a disposizione del Comune per questo contributo erano di poco superiori ai 18mila euro, quindi una larga parte di quelle domande almeno al momento, sono destinate a restare senza risposta.
Le richieste erano state suddivise in due gruppi, in base alla gravita della situazione di difficoltà attraversata dalle famiglie coinvolte, ossia prioritarie e non prioritarie, procedendo con l’erogazione dei buoni spesa partendo dalle prioritarie e continuando successivamente con le non prioritarie, fino all’esaurimento dei fondi disponibili. Ma le risorse disponibili al momento basteranno a malapena a soddisfare le richieste inserite nel primo elenco, che sono poco più della metà del totale delle domande valide (65 su 120).
A loro vanno i buoni spesa alimentari che possono essere utilizzati, come dice il nome, per acquistare prodotti alimentari (tranne gli alcolici), ma anche altri beni di prima necessità, come quelli destinati all’igiene della persona o della casa. Quel denaro, sotto forma di voucher può essere speso nei negozi di Porcari. Un bell’aiuto per molte famiglie, visto che gli ultimi due anni, complice la pandemia, hanno visto crescere il numero di famiglie che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese e per le quali è stata stanziata una serie di misure di sostegno ulteriori, dai contributi sui canoni di affitto a quelli per pagare le bollette. Provvedimenti utili per cercare di superare momenti di difficoltà che, non dimentichiamolo, ognuno di noi può trovarsi a vivere.
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