Il Tirreno

Lucca

Il primo cittadino sarà parte civile 

Diffamò il Comune su Fb L’autore dei commenti rinviato a giudizio

Diffamò il Comune su Fb L’autore dei commenti rinviato a giudizio

2 MINUTI DI LETTURA





PORCARI. I social non sono il bar dello sport, dove qualche parola di troppo, anche se non giustificabile, può essere ignorata. Quello che si scrive resta, e se scrivendo si lanciano accuse, bisogna essere pronti a subirne le conseguenza. Lo sa bene il cittadino di Porcari che nell’agosto del 2019, all’indomani di un incendio che si era sviluppato sul territorio, era intervenuto commentando su Facebook un post del sindaco Leonardo Fornaciari.

Nei suoi commenti il cittadino era partito dagli insulti alla macchina comunale, con definizioni quali “bugiardi” e “falsi”per poi arrivare alla vera e propria diffamazione («Sicuramente d’accordo con il proprietario e si saranno anche intascati qualche spicciolo») riferita non si sa bene a chi, se ai dipendenti comunali o agli amministratori. Affermazioni che portarono immediatamente alla reazione dell’amministrazione comunale. A quel punto la giunta decise di affidarsi a un avvocato: «La gravità e le falsità delle affermazioni riportate e diffuse sul web – si leggeva nella delibera con cui si autorizzava il sindaco a sporgere querela – travalicando il legittimo diritto di opinione e critica politica, attribuiscono all’amministrazione di Porcari nel suo complesso, atti, fatti e comportamenti che possono essere lesivi della dignità, onore, integrità morale e professionale».

La vicenda è andata avanti, e l’autore di quel post è stato rinviato a giudizio. Da qui una nuova delibera, approvata pochi giorni fa, con la quale si autorizza il sindaco, in qualità di legale rappresentante del Comune di Porcari, a costituirsi parte civile nel processo. Processo nel quale il Comune sarà rappresentato dall’avvocato Ludovica Giorgi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, maxi sequestro di prodotti falsi: 118mila articoli contraffatti per un valore di 650mila euro

di Redazione Pisa