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Cartario, aziende e sindacati chiedono aiuto al governo

Cartario, aziende e sindacati chiedono aiuto al governo

Il settore in difficoltà per l’aumento del costo dell’energia e delle materie prime «Se le attività si fermassero ci sarebbero ripercussioni economiche e sociali»

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LUCCA. Costi dell’energia e delle materie prime: associazioni e lavoratori del cartario uniti nel chiedere interventi al governo.

È questo il senso della nota diffusa da Assocarta e Assografici, insieme ai sindacati che rappresentano le aziende e i lavoratori e le lavoratrici della filiera della carta, della stampa e dell’imballaggio e della trasformazione e delle relative tecnologie, attività dichiarate “essenziali” in quanto garantiscono ai cittadini l’accesso ai prodotti igienico-sanitari e alimentari, alla cultura e all'informazione, allo stesso attività messe in crisi dall’aumento dei costi.

Il settore fattura 19,5 miliardi di euro, l’1,1 per cento del Pil, impiega circa 150mila addetti diretti ed è un "campione nazionale" dell'economia e della circolarità: il Piano nazionale di ripresa e resilienza lo indica tra i settori da sviluppare e modernizzare e che possono incrementare l’occupazione.

Assocarta e Assografici insieme a Slc-Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil condividono una visione di politica industriale che consenta di perseguire stabilmente sviluppo sostenibile e occupazione, ma anche la grandissima preoccupazione derivante dalle eccezionali condizioni di mercato, che rischiano in modo sempre più concreto e imminente, di mettere a serio rischio la continuità produttiva del settore, la sostenibilità economica delle attività, la tutela dell’occupazione. Questi i contenuti dell’allarme lanciato in una nota inviata al ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando che illustra tre fattori rilevanti: costo dell’energia, delle materie prime e i rischi per il settore.

«L’incremento del costo dell’energia – si legge in una nota – registrato negli ultimi mesi, e tutt’ora in corso, è già da solo tale da compromettere la marginalità delle imprese. Agli aumenti dei costi energetici si aggiungono la crescita esponenziale dei prezzi delle quote di Co2 e delle materie prime. Occorre intervenire sulla liquidità del mercato del gas usando le riserve strategiche, regolare in maniera adeguata l’interrompibilità gas, fermare la speculazione nel mercato del Co2 e incrementare il fondo per la decarbonizzazione previsto in legge di bilancio».

«Il rialzo delle materie prime e la loro stessa reperibilità – spiegano da Assocarta e Assografici – mettono a rischio l’intera filiera. Senza carta gli imballaggi non vengono prodotti e i beni alimentari e farmaceutici non sarebbero più disponibili sugli scaffali. Senza carta i libri non si possono stampare e gli studenti non avrebbero i loro testi nel prossimo anno. Se le cartiere si dovessero fermare la situazione rischierebbe di avere pesanti ripercussioni economiche e sociali. Occorre introdurre per tutto il sistema editoriale, non solo per gli editori dell’informazione, un credito d’imposta sugli acquisti della carta, in particolare per gli editori di testi scolastici, che devono rispettare specifici tetti di spesa».

Infine le considerazioni sul settore della stampa editoriale appare quello più a rischio e, allo stesso tempo, importante da tutelare. «Occorre – spiegano associazioni e sindacati – introdurre nella legge di bilancio un accordo di transizione occupazionale per le aziende editoriali e di stampa editoriale, che abbiano terminato il periodo massimo di utilizzo della cassa integrazione straordinaria, riconoscendo loro, a maggior ragione, un intervento di integrazione salariale straordinaria di almeno ulteriori dodici mesi».

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