Stop della magistratura onoraria rinviate gran parte delle udienze
Tutti i vice procuratori e i giudici non togati si asterranno dai processi sino al 27 Chiedono la stabilizzazione dei precari e certezze sugli aspetti retributivi
Luca Tronchetti
LUCCA. Da ieri mattina sino a sabato 27 novembre udienze dibattimentali penali e civili sono a rischio per l’astensione proclamata dalla magistratura onoraria – leggasi vice procuratori onorari e giudici onorari addetti al giudice di pace e al tribunale – che, oltre alla manifestazione nazionale andata in scena a Roma, attraverso le associazioni di categoria ha indetto lo stop alle udienze per cinque giorni. Una forma di protesta per le risposte disattese da anni dai vari governi. Non ultima la mancanza di fondi nel Ddl bilancio da destinare alla categoria.
La Consulta della magistratura onoraria, che mette insieme una serie di associazioni, protesta per il mancato riconoscimento delle tutele. I magistrati onorari sono i “precari” del sistema Giustizia. Sono stati introdotti in ausilio dei togati per decongestionare il carico di fascicoli di tribunali e procure e percepiscono un compenso “a giornata” e spesso i propositi di “stabilizzazione” o di revisione delle loro condizioni, nell’agenda dei vari governi. A oggi alle promesse, rivendicate dalla categoria, non è stato dato seguito efficace. Il tutto nonostante la lettera di messa in mora della Commissione europea per l’immediato riconoscimento ai magistrati onorari in servizio di tutte le tutele, sociali ed economiche, dovute per la funzione espletata. A Lucca i magistrati onorari sono una quindicina e tutti hanno aderito all’astensione. Tanto è vero che sono saltati tutti i processi dal giudice monocratico – tra cui un’udienza che vede sul banco degli imputati il campione del pedale Mario Cipollini accusato di lesioni e minacce all’ex moglie Sabrina Landucci – per l’adesione all’astensione dell’attività del pm onorario che ha rappresentato l’accusa nel corso delle varie udienze. Ieri quindi si sono tenute soltanto le sei udienze programmate di fronte al tribunale collegiale con procedimenti per reati di un certo spessore (tre casi di violenza sessuale) che vedevano la presenza in aula di un pubblico ministero togato anche perché non era prevista in calendario l’udienza davanti al giudice delle indagini preliminari.
La questione dirimente riguarda l’inquadramento della magistratura onoraria. Se non possono sostenere il duplice ruolo – pm in supporto ai togati e avvocati di altro foro – debbono avere certezze, non più procrastinabili, in ordine sia a un adeguato trattamento economico con tutele confacenti al prestigio e alla peculiarità della funzione di magistrato europeo sia ai fini pensionistici, previdenziali e assistenziali.
Da lunedì le udienze riprenderanno regolarmente anche se restano zone d’ombra per una categoria che svolge un ruolo importante all’interno della magistratura requirente e giudicante e che, dopo anni di abbandono da parte dei vari governi, ha bisogno assoluto di certezze.
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