Sicurezza
Sul condotto pubblico da pulire il Consorzio respinge le accuse
La presidente della commissione Angelini aveva parlato di scarsa manutenzione Replica l’ente: speso oltre un milione e mezzo nonostante non sia compito nostro
LUCCA. Il canale deve essere ripulito e quel compito spetta al Consorzio di bonifica: sintetizzando al massimo è quanto aveva dichiarato al Tirreno la presidente della commissione consiliare speciale sul condotto pubblico Alessia Angelini, a proposito dei disagi vissuti da chi si trova a vivere a ridosso del corso d’acqua. Affermazioni respite dal Consorzio 1 Toscana Nord che le definisce «giuridicamente inesatte, non provate scientificamente, lesive dell’immagine dell’ente e, soprattutto, infondate».
«Dal punto di vista normativo – riprende il Consorzio – la Regione Toscana, con delibera di consiglio numero 81 del 28 luglio 2021, ha escluso il pubblico condotto dal reticolo di gestione del Consorzio. Il Consorzio, in attesa degli atti normativi della Regione che definiscano compiti e competenze dei vari enti sul pubblico condotto, e quindi chi deve fare la manutenzione ordinaria e quella straordinaria, ha ritenuto di continuare comunque gli interventi di manutenzione finalizzati a garantire l’approvvigionamento idrico agli agricoltori. Il condotto ha infatti, a oggi, come definito dalla delibera regionale, esclusivamente una funzione irrigua. Anche dal punto vista tecnico siamo in presenza di affermazioni evidentemente infondate: affermare genericamente che la presenza di alghe dimezzi addirittura la portata del pubblico condotto non è suffragato da nessuno studio scientifico e, soprattutto, non risponde alla realtà. Le alghe sono state tolte dal consorzio per la quasi totalità proprio in questi giorni. Operazione che di solito ripete ogni anno al termine della stagione irrigua (periodo nel quale non si possono ridurre le portate per assicurare l’approvvigionamento idrico agli agricoltori)».
«Anche l’affermazione secondo la quale il fondo del canale sarebbe così pieno di sedimenti da innalzare i livelli è palesemente infondata – riprende il Consorzio – chiunque si affacci alle spallette di via dei Fossi, potrebbe vedere tranquillamente il fondo e questo grazie all’intervento del Consorzio che, alcuni anni fa, ha rimosso tutti i detriti, riparato e riqualificato le spallette e gli accessi del canale. Il Consorzio ha speso, in questi anni, quasi 600mila euro solo per lo smaltimento a discarica dei fanghi accumulati sul fondo, corrispondenti a oltre 4mila tonnellate di materiale. A cui si aggiungono i quasi 700mila euro spesi dei privati proprietari delle centraline, per questo scopo, oltre che per la stuccatura e le riprese di intonaci. La somma complessiva spesa dal Consorzio per interventi di manutenzione sul condotto ammonta a 1.579.499 euro. A questi si aggiungono gli interventi previsti per il 2021, per ulteriori 252.260 euro, in corso di esecuzione e destinati principalmente alla sistemazione delle opere murarie. E nel piano delle attività del consorzio è previsto, per i prossimi anni, di continuare a spendere da i 200 i 300mila euro l’anno. Certo, si può sempre fare di più e meglio, ma dati oggettivi dicono che siamo in presenza di un impegno per la manutenzione così rilevante negli importi economici e costante nel tempo, che non ha precedenti in tutta la sua storia».
Da qui l’appello a evitare inutili polemiche: «Sarebbe invece necessario che tutti gli enti e tutte le parti politiche si impegnassero a reperire risorse per quella che è la vera criticità del Condotto Pubblico, la mancanza storica di fondi per interventi straordinari. Iveri problemi sono di tipo strutturale e non manutentivi. I crolli dei muri del pubblico condotto sono sempre più frequenti perché la manutenzione ordinaria è insufficiente a garantire la stabilità strutturale. Un po’ come nelle vecchie case, dove l’imbiancatura delle pareti non può sostituire la necessità di sostituire le travi del tetto o di consolidare i muri portanti. E il condotto pubblico, opera idraulica eccezionale, è vecchio e i primi cenni di cedimenti strutturali sono evidenti. A questo proposito, la presidente Angelini ha fatto fare una verifica tecnica strutturale del pubblico condotto? È questo che sarebbe davvero necessario, non polemiche immotivate e inutili. Ad aggravare la situazione vi è il transito di portate elevate che sollecitano la vetusta struttura muraria del canale, con conseguenti cedimenti e fenomeni di filtrazione che ormai tutti ben conosciamo. Il Consorzio ha progettato opere per oltre sette milioni di euro di interventi strutturali sul pubblico condotto, che in parte coinvolgono anche il restante reticolo di canalette della piana, con l’intento di presentarlo su tutte le fonti di finanziamento possibili, compreso il Piano nazionale di ripresa. Per poterlo inviare siamo in attesa proprio del parere del Comune di Lucca. Dobbiamo unirci tutti, Enti e cittadini, nell’interesse di Lucca, per provare a convogliare verso la nostra città queste risorse, e magari anche altre, per evitare il deperimento strutturale del pubblico condotto, altrimenti inevitabile».
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