Il Tirreno

Lucca

IL CASO 

Ex assessore all’attacco sul caso manifattura

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LUCCA. L’ex assessore Celestino Marchini all’attacco dell’amministrazione sul caso manifattura. Lo fa ricordando le polemiche che accompagnarono la sperimentazione di un senso unico, per migliorare la vivibilità della zona, durante un cantiere in via di Tiglio. Dopo le proteste «il sindaco convocò una conferenza stampa dove disse che non avremmo continuato nell’accanimento terapeutico, facendomi fare la figura del pirla. A solo una settimana dalla fine dei lavori».

«Ora – riprende l’ex assessore – pur di mettere una bandierina si vende un pezzo di manifattura pensando erroneamente che l’avrebbe acquistato la Fondazione Cassa di Risparmio (quando mai un’amministrazione fa un bando “indicando” già chi avrebbe acquistato e chi sarebbe andato a occupare il fabbricato) creando di fatto una turbativa d’asta. Di fronte alle dichiarazioni del presidente della Fondazione (non parteciperemo all’asta), c’è solo da sperare che nessuno partecipi all’asta per non creare ulteriori danni, visto che l’eventuale acquisto mette una seria ipoteca sulla remunerabilità del resto della manifattura. Qui sì, che ancora i conti non tornano e mi domando e chiedo se l’amministrazione non possa essere chiamata a rispondere di turbativa d’asta o dalla Corte dei Conti per danno erariale. Se per un semplice esperimento il sindaco usò il termine accanimento terapeutico, cosa si dovrebbe dire dell’operazione manifattura che si protrae da due anni senza ascoltare minimamente la parte dissidente?».

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