La manifestazione
Addio a Bertolini artigiano e pioniere del calcio giovanile e dilettantistico
Nell’ambiente del pallone lo avevano ribattezzato Kubler per la somiglianza al campione elvetico del ciclismo
LUCCA. Se n’è andato in punta di piedi com’era nel suo stile severo e al tempo stesso misurato. Perché Rolando Bertolini, magro, dinoccolato e con il naso aquilino, per gli amici e il mondo dello sport, era Kubler a causa dell’impressionante somiglianza all’asso del pedale elvetico che vinse un Tour de France. Bertolini è stato forse l’ultimo testimone del calcio dei pionieri basato sui dilettanti e sui giovani con al centro passione e divertimento. Per decenni era stato titolare della falegnameria «Bertolini e Lovi», capace di realizzare numerosi arredi di negozi nel centro storico. Nei giorni antecedenti la pandemia non rinunciava mai alle sue passeggiate in bicicletta nelle vie del centro storico oppure a San Marco e a S. Anna dove incontrava gli amici e i conoscenti fermandosi a parlare delle partite di calcio giovanile del Settembre Lucchese, del suo Atletico Lucca o dei ragazzi del vivaio della Lucchese che andava a visionare all’Acquedotto. Venerdì il suo cuore, che aveva iniziato da un po’ di tempo a fare le bizze, si è fermato all’improvviso mentre si trovava nella sua casa di S. Anna. Avrebbe compiuto 86 anni il 7 dicembre.
Le sue prime esperienze di dirigente sportivo risalgono alla fine degli anni Cinquanta con l’Andrea Doria, una delle società che rappresentava gli antichi rioni del centro storico di Lucca (in particolare Porta di Borgo). Nei primi anni Sessanta fu presidente dell'Andrea Doria e le squadre del suo club raggiunsero il secondo posto nel campionato Figc 1963-64 e conquistarono trofei nelle maggiori competizioni dell’epoca quali la Coppa Cantoni e la Coppa Serchio. Nel 1966 l’Andrea Doria chiuse i battenti e in quegli iniziò l’avventura di Bertolini con l’Atletico Lucca a cui resterà legato fino agli ultimi giorni della sua vita. Dopo la morte di “Traliccio” Candido Arrighi, che della società ne fu anima e socio fondatore nel 1970, Bertolini divenne presidente del club, carica che manterrà per circa un decennio e sino al 1996. Per anni è stato anche arbitro a livello giovanile, profondo conoscitore dei regolamenti e intransigente nell’applicazione delle regole. Tra le attività extracalcistiche, quella di segretario della sezione di Lucca dei Granatieri di Sardegna dove aveva svolto il servizio militare. Raccontava spesso l’aneddotto che lo legava al soprannome Kubler. «Da giovane ricevetti in regalo una bicicletta e, in occasione di una tappa del “Giro” che prevedeva l’arrivo all’Abetone, andai con alcuni amici al traguardo per assistere all’arrivo dei ciclisti. Mentre salivo in bicicletta per attendere all’arrivo i corridori, un gruppo di giovani studenti mi affiancarono e mi incitarono scambiandomi per lo scalatore e campione svizzero». Bertolini lascia la moglie Giovanna e due figli. Ieri mattina, in forma privata, si sono svolte le esequie alla chiesa di S. Anna. Ai familiari vadano le condoglianze de Il Tirreno.
Luca Tronchetti
Michele Citarella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
