Il Tirreno

Lucca

le testimonianze 

A lezione sotto la pioggia

I ragazzi raccontano  le loro difficoltà: dall’assenza  di palestre all’acqua nelle aule  All’Isi di Barga gli insegnanti fanno lezione dai banchini 

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LUCCA. Una manifestazione non contro, ma per: per risolvere i problemi della scuola, che nella nostra provincia sono parecchi. E nessuno li conosce meglio dei ragazzi che li vivono quotidianamente. Anche nel caso di scuole che, da un punto di vista della struttura, sembrano soffrire meno di altri, come il liceo classico Machiavelli. È proprio qui che studia la coordinatrice lucchese dell’Unione degli studenti Bianca Lattanzi: «Noi non abbiamo una palestra. Per fare educazione fisica dovremmo utilizzare un’unica palestra per tutte le scuole». Un disagio questo condiviso da tutti gli istituti del centro storico, come il liceo artistico musicale Passaglia: «Non c’è una palestra – spiega Greta Francesconi – nonostante la nostra scuola abbia sollecitato una soluzione sin dal 1995». La soluzione? Quella di ricorrere al trasporto pubblico per portare i ragazzi dalle scuole alle palestre, ma è una soluzione costosa e inefficace, sottolinea Lorenzo Rovai, studente del Paladini: «Ogni anno occorre rimodulare gli orari dei trasporti adeguando le esigenze delle diverse scuole, col risultato che prima di gennaio il servizio trasporto nelle palestre non funziona». Così, riprende Greta Francesconi, bisogna ricorrere a soluzioni alternative: «Facciamo ginnastica sulle Mura, e se piove guardiamo dei filmati in classe».

Ma la situazione più pesante è probabilmente proprio quella vissuta dal Paladini, con gli studenti divisi tra i container e la palazzina di Campo di Marte: «Piove nelle classi – riprende Lorenzo Rovai – sulla copertura dell’aula di informatica c’è un buco riparato con carta e scotch. I bagni sono spesso inagibili. E anche per chi è nella palazzina le cose non vanno molto meglio. Anche lì c’è un solo bagno che funziona e pure noi abbiamo il problema della palestra». Tante incognite le vivono anche gli studenti del Vallisneri, in attesa della demolizione della parte vecchia dell’istituto per la realizzazione della nuova scuola: «Ma nessuno sa ancora quando verrà demolito il vecchio padiglione, non c’è ancora nulla di calendarizzato – spiega Paolo Pasqualetti, studente di quella scuola, oltre a essere il referente organizzativo dell’Uds Lucca – e nessuno sa come e dove saranno sistemati gli studenti nel frattempo: 42 aule su 63 e 900 studenti su 1.300 sono nel vecchio padiglione. Anche a voler utilizzare i container non c’è spazio sufficiente vicino alla scuola». Ma anche uscendo dalla città di non mancano situazioni critiche, come nel caso dell’Isi di Barga: «Nella parte vecchia dell’Isi Uno e nell’Isi Due – spiega la rappresentante degli studenti Siham El Archi – i problemi sono parecchi. La parte vecchia dell’Isi Uno cade a pezzi e nell’Isi Due vi sono molte aule inagibili, addirittura un giorno sono cadutri dei calcinacci. Molti bagni non vanno o hanno le porte che non si chiudono. In alcune aule mancano anche la lavagna e la cattedra, con gli insegnanti che sono costretti a usare i banchini».

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