Sicurezza
Gerardo Boragine nuovo presidente del Tribunale di Lucca
Correttezza, equilibrio e competenza sono le caratteristiche riconosciute a questo magistrato che da 28 anni opera in Lucchesia
LUCCA. La mascherina d’ordinanza nasconde una commozione vera e sincera che è il simbolo di una carriera vissuta interamente nella nostra Provincia. Ventotto anni durante i quali Gerardo "Dino" Boragine ha saputo farsi apprezzare da tutti: colleghi togati, avvocati, cancellieri, dipendenti del comparto giustizia, cronisti e anche dai non addetti ai lavori. Perché in questo lungo lasso temporale ha ricoperto con grande impegno, abnegazione e serietà i ruoli che via via gli sono stati assegnati: pretore, presidente-responsabile della sezione distaccata dal tribunale di Viareggio, presidente della sezione penale. E tutti – amici, sostenitori e anche avversari – gli hanno riconosciuto e continuano a riconoscergli due doti quasi naturali: il dialogo e la capacità di saper ascoltare. Tutti. E in maniera chiara e trasparente. Anche chi la pensa in modo diametralmente opposto. Non è un caso che l’Ordine forense per la prima volta in tanti anni ha regalato una medaglia d’argento raffigurante il volto di Francesco Carrara e sul retro inciso il nome del nuovo presidente del Tribunale di Lucca.
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«Un riconoscimento - dice Lelia Parenti, presidente dell’Ordine degli avvocati – che viene assegnato a colleghi con oltre trent’anni di anzianità e che abbiamo deciso di consegnare al dottor Boragine che abbiamo imparato a conoscere giovanissimo e abbiamo subito apprezzato per l’attenzione mostrata, per la vicinanza e per la significativa collaborazione per cercare di risolvere le complesse questioni della giustizia. La sua presenza costante e le sue doti indiscusse doti umane ci hanno indotto, nei mesi precedenti la sua elezione, a seguire con rispetto e vicinanza la decisione del Csm e adesso tutti gli avvocati lucchesi danno il benvenuto e augurano un buon lavoro al nuovo presidente».
È mezzogiorno e mezzo quando il presidente del collegio penale, Nidia Genovese, con accanto i giudici Alessandro Dal Torrione e Felicia Barbieri, in un’affollata aula 1 del dibattimento penale, legge la formula di rito che sancisce di fatto la presa di possesso dell’incarico di presidente del tribunale. Gerardo Boragine adesso e in forma ufficiale sostituisce Valentino Pezzuti che esattamente un anno fa (era il 19 novembre 2020) è passato a dirigere il tribunale di Arezzo. Parla a braccio il nuovo presidente. Sa che i problemi da risolvere – primo tra tutti quello legato agli spazi del Galli Tassi specie in vista delle 27 assunzioni a tempo determinato destinate all’Ufficio del processo nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza – sono molteplici. Ed è altrettanto consapevole che per riuscirvi occorre il contributo di tutti. Perché solo restando uniti è possibile affrontare le emergenze quotidiane. In fondo, già nel ruolo di facente funzioni, ha saputo coinvolgere nei difficili momenti della pandemia e la sua direzione – da presidente del collegio per il maxiprocesso della strage ferroviaria di Viareggio – ha ottenuto riconoscimenti per il rigore e l’equilibrio senza tuttavia nascondere una sensibilità caratteriale. Dice Boragine: «Mi appresto a svolgere questo nuovo incarico con equilibrio e rispetto nei confronti di colleghi, personale, avvocato, forze dell’ordine e soprattutto dei cittadini che a vario titolo saranno interessati dal nostro servizio. Al primo posto devono esserci loro. Il carattere distintivo di questa presidenza è quello che mi ha sempre contraddistinto in questo percorso: chiarezza e trasparenza. E questo percorso continua con il supporto e l’aiuto delle donne e degli uomini del tribunale di Lucca». Se il procuratore Domenico Manzione, che conosce «l’amico Dino da quando aveva i pantaloni corti», sottolinea, al di là delle sua preparazione giuridica e della sua umanità, le doti di «ottimo organizzatore», il presidente della Camere Penali, Eros Baldini, al di là del plauso la butta sull’ironia: «Presidente, ho due richieste: non possiamo permetterci di perdere un giudice delle sue caratteristiche, ma soprattutto adesso con il nuovo ruolo deve prometterci che farà riaprire il bar!».
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