Sicurezza
Lucca, centinaia di ragazzi in corteo per chiedere una scuola migliore
Durante la manifestazione organizzata dall'Unione degli studenti il punto sui tanti problemi degli istituti lucchesi
LUCCA. La manifestazione, organizzata dall’Unione degli studenti, era di carattere nazionale, ma a Lucca ha assunto un carattere particolare, visti i problemi con i quali i ragazzi delle nostre scuole superiori devono convivere. Problemi che sono stati al centro del comizio finale in piazza Napoleone, che ha concluso il corteo partito da piazzale Verdi, organizzato in concomitanza con lo sciopero nazionale degli studenti indetto dall’Uds.
Del resto, come spiegato in apertura di manifestazione dalla coordinatrice dell’Uds di Lucca Bianca Lattanzi, studentessa del liceo classico, sono soprattutto due – a livello nazionale – le problematiche con le quali i ragazzi si devono confrontare e al centro delle rivendicazioni studentesche: l’edilizia e il trasporto scolastico.
E anche fermandosi alla sola edilizia scolastica i temi sul tappeto, a Lucca sono parecchi. Il caso più importante (ma non l’unico) e al centro anche del successivo comizio davanti al palazzo della Provincia, è quello del Paladini, dove dal 2018 gli studenti sono costretti in parte a fare lezioni nei container, in parte nella palazzina di Campo di Marte. I lavori che dovevano iniziare da tempo – è stato ricordato nel dibattito in piazza Napolene – non sono mai partiti. E nel frattempo, come ha spiegato Lorenzo Rovai, uno studente dello stesso liceo, «la situazione è diventata drammatica. A inizio ottobre c’è stata una piccola alluvione, e le aule dei container si sono allagate, con i cavi elettrici nell’acqua, con un black out e i professori costretti a illuminare le lavagne con i telefonini. Sul tetto dell’aula di informatica c’è un buco, che è stato tappato con carta e scotch». E la situazione non è poi tanto migliore nella parte di scuola ospitata nella palazzina.
E nemmeno nelle altre scuole superiori, a partire dal Vallisneri: «Nessuno sa ancora quando verrà demolita la parte vecchia, ma, soprattutto, nessuno sa come e dove saranno sistemati gli studenti in attesa del nuovo istituto», spiega il responsabile dell’organizzazione Uds di Lucca Paolo Pasqualetti, che dello scientifico è anche uno studente. Ma anche le scuole che non presentano problemi strutturali evidenziano anche altre criticità, come l’istituto Passaglia: «Non abbiamo una palestra – spiega una delle sue studentesse, Greta Francesconi – e spesso siamo costretti a fare ginnastica sulle Mura o, se fuori piove, a guardare dei video». Ma anche uscendo dalla città di Lucca non mancano situazioni critiche, come nel caso dell’Isi di Barga: «Nella parte vecchia dell’Isi Uno e nell’Isi Due – spiega la rappresentante degli studenti Siham El Archi – i problemi sono parecchi. La parte vecchia dell’Isi Uno cade a pezzi e nell’Isi Due vi sono molte aule inagibili. In alcune mancano anche la lavagna e la cattedra».
Insomma, i problemi da risolvere sono parecchi. Ed è per questo che ieri diverse centinaia di studenti hanno sfilato. Per chiedere più attenzione e più risorse per la scuola, come recitava uno dei tanti slogan urlati durante il corteo: «O come mai, come mai, i soldi per la scuola non ci sono mai?».
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