Il Tirreno

Lucca

«Troppi rifiuti, il condotto è pericoloso»

Luigi Spinosi

Secondo la commissione consiliare occorre ripulire il fondo del canale dai detriti che si sono accumulati nel tempo

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Luigi Spinosi

LUCCA. Il problema del condotto pubblico? L’indiziato principale – e non si tratta di una deduzione teorica, ma di banali calcoli matematici – è lo sporco. In attesa della riunione della commissione consiliare ad hoc, chiamata a trarre le conclusioni sui disagi subiti da chi vive a ridosso del canale è quanto emerge dagli accertamenti fin qui fatti.

A fine mese (al momento la data indicativa è quella del 26 novembre) ci sarà una nuova riunione della commissione, che potrebbe essere anche quella definitiva. Commissione che intanto si è ritrovata due giorni fa: «Era prevista – spiega la sua presidente Alessia Angelini – anche l’audizione del presidente del Consorzio di Bonifica, che però non c’è stata a causa della sua assenza. Nell’occasione ho presentato una bozza della relazione finale, che è stata fornita a tutti i componenti per fare eventuali osservazioni».

Una relazione frutto di una nutrita documentazione messa a disposizione dagli enti coinvolti («A parte il Consorzio – aggiunge la presidente – che non ha ancora fornito tutto il materiale richiesto») e che porta, appunto, a quella conclusione: il condotto deve essere ripulito.

Una spiegazione che pare assolvere l’altro grande indiziato, ossia il sistema di centraline elettriche che ha bisogno di una certa portata per poter essere economicamente conveniente: «Tra la provincia e i concessionari delle centraline – spiega Angelini – c’è un contratto regolare, con tutta una serie di clausole. Il contratto prevede una portata dell’acqua di cinque metri cubi al secondo, valutata come quella in grado di garantire contemporaneamente la convenienza dell’attività del concessionario e la sicurezza del condotto. A cose normali, con quella portata, il livello dell’acqua dovrebbe restare a una distanza di sicurezza dal bordo. Ma quello vale per un canale pulito. Il problema nasce quando il livello del fondo si alza a causa dello sporco, che può avere molte origini: dall’albero che cade nel canale alle sfalciature fatte male senza rimuovere il materiale, fino all’inciviltà di chi vi getta rifiuti (e dentro in condotto in effetti si trova di tutto, dalle vecchie biciclette agli pneumatici usati). Ma, soprattutto, il problema più grosso è rappresentato dalle alghe. Alzandosi il livello del fondo si alza anche il livello dell’acqua. Ebbene, il condotto è talmente sporco che, per non farlo andare di fuori, è necessario ridurre la portata di due metri al secondo rispetto al massimo previsto. A quel punto ho chiesto alla Regione un report, che si basa su misurazioni fatte ogni quattro ore, e risulta che la portata è sempre inferiore ai tre metri cubi al secondo. Nella maggior parte dei casi è tra l’uno e i due metri cubi. A questo punto la soluzione è una sola: facciamo una bella pulizia del canale e a quel punto potremmo valutare se la portata di cinque metri al secondo è davvero sicura o se crea problemi».

E qui arriva l’altra domanda, ossia a chi spetta pulire il condotto pubblico. «Al Consorzio di Bonifica – risponde la presidente della commissione consiliare – a questo ente spetta la manutenzione ordinaria e parte della manutenzione straordinaria demandata al Consorzio dal Genio Civile. Ma la pulizia fa parte della manutenzione ordinaria».

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