Finanza
Posta consegnata in ritardo, nuove proteste dei cittadini
I disagi si registrano a Monsagrati e a Ponte di Catagnana nel comune di Barga, la sindacalista: «In arrivo nuove assunzioni, l’azienda le distribuisca bene»
PESCAGLIA. In questo caso il postino non suona mai e bisogna aspettare fino a tre settimane prima di ricevere la posta. A volte addirittura un mese. È la situazione che si trovano ad affrontare i cittadini di Monsagrati, frazione di Pescaglia, ma anche di Ponte di Catagnana, nel comune di Barga. E ora chiedono ai sindaci di intervenire e di far sentire la propria voce a Poste Italiane.
«Visto che la nostra fino a ora è rimasta inascoltata», spiegano i cittadini. La svolta – spiega Michela Benedetti, della Slc-Cgil Lucca – potrebbe arrivare con le nuove assunzioni di personale da parte di Poste Italiane previste per la fine di novembre. «Potrebbe essere l’occasione per colmare tutte quelle situazioni di difficoltà come si registrano in Mediavalle», precisa la sindacalista.
«Abito vicino al confine con San Martino in Freddana, mi rivolgo al comune e in particolare al sindaco per segnalare il disservizio di Poste Italiane – scrivono Luca Cappelletti e Paola Aronni – . Il problema è che ultimamente trovare il postino è come vincere alla lotteria. Prima doveva passare a giorni alterni, poi siamo passati al massimo una volta alla settimana, ora si va di mese in mese. Ho provato a inoltrare la mia protesta e quella di altri miei vicini all’incaricato della consegna pacchi di Poste, ma come risposta mi è stato detto che nel centro di smistamento di Pian di Coreglia (dove parte o dovrebbe partire anche il nostro portalettere) dovevano essere in tredici ma ci sono stati tagli al personale e sono solo in quattro. E, ovviamente, viene privilegiato la consegna dei pacchi che sicuramente rende di più all’azienda della semplice posta ordinaria che purtroppo contiene solo pubblicità e bollette che ormai scadono a ripetizione».
E gli ultimi avvistamenti del portalettere a Monsagrati sono stati a metà settembre, il 2 ottobre e, infine, il 29 ottobre. Da allora più nulla. «Non mi sembra normale dover pagare le bollette sempre in ritardo e non ricevere comunicazioni importanti come risultati di analisi e altre questioni private – conclude il cittadino – . Avevo anche deciso di andare di persona all’ufficio di smistamento a ritirare la mia posta, ma considerato i precedenti di persone che comunque non hanno risolto nulla ho preferito diffondere la mia protesta e il mio sfogo all’unica persona che rappresenta la cittadinanza, il sindaco, sperando che possa intervenire a livelli più alti dei miei».
Poste Italiane conosce bene la situazione. «L’azienda non ha provveduto a ricoprire i vuoti che si sono creati nell’organico – conclude Benedetti – . I portalettere, all’inizio, dovevano consegnare la posta a giorni alterni, ma poi la situazione è diventata più complicata. I colleghi fanno i salti mortali per garantire il servizio, ma sono troppo pochi. La speranza è che parte delle nuove assunzioni a tempo indeterminato previste per la fine di novembre sia distribuito in maniera equa dall’azienda, in modo da risolvere i problemi che si sono creati, risolvendo i disagi e facendo in modo che i cittadini comincino a ricevere la corrispondenza di nuovo in tempo».
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