Sicurezza
In consiglio arriva “Lucca 2032” il gruppo di Consani e Torrini
lucca. Lasciano il gruppo misto e fondano il gruppo consiliare Lucca 2032, stessa denominazione dell’associazione fondata da Mario Pardini, l’imprenditore che potrebbe diventare il candidato sindaco del centrodestra alle amministrative 2022. L’annuncio è giunto nel corso del consiglio comunale di ieri pomeriggio dai consiglieri Cristina Consani ed Enrico Torrini, confluiti nel gruppo misto dopo avere lasciato Lucca in Movimento, uno dei due gruppi che all’inizio della legislatura facevano capo a Remo Santini (poi rimasto con un unico gruppo, Sìamo Lucca). «Da tempo – spiegano Consani e Torrini – la definizione di gruppo misto ci stava stretta, anche perché si è sempre trattato di un “misto unito” in quanto formato solo da noi due, che siamo allineati su tutto. Essere un gruppo consiliare ci consente di partecipare alla conferenza dei capigruppo e dare così il nostro contributo in quel consesso con il capogruppo Enrico Torrini – proseguono –. Abbiamo sempre dichiarato apertamente che il progetto Lucca 2032 ci piaceva, addirittura titolammo in modo molto esplicito un nostro comunicato stampa "Lucca 2032 ci piace"».
E continuano spiegando che «Lucca2032 è un incubatore di idee, un laboratorio a cui partecipa attivamente la società civile, un catalizzatore della parte più attiva e propositiva della città. Lo abbiamo dimostrato durante la nostra consiliatura, mettendo sempre al centro la città, lontani da logiche opportunistiche o dai personalismi tipici dei giochi di potere della vecchia politica. Continueremo a farlo nei mesi che rimangono prima delle elezioni amministrative, per iniziare a costruire dall’interno delle istituzioni l’idea di città che crediamo di portare avanti come maggioranza nei prossimi anni con Lucca 2032».
E concludono: «Perché per cambiare prospettiva bisogna cambiare la politica, che non deve ridursi a uno sterile scontro tra identità irriducibili alimentato da polemiche di schieramento, ma agire per la costruzione di una cultura del fare condivisa dove i movimenti civici acquistano un ruolo fondamentale, ovvero riequilibrare il ruolo di rappresentanza degli elettori per allargare la loro partecipazione».
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