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Bagni di Lucca 

Giovedì un incontro con lo storico Cardini alla chiesa di S. Cassiano

; E.A.

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BAGNI DI LUCCA. Sarà l’incontro con lo storico Franco Cardini che giovedì 18 alle 18, introdotto da Ilaria Sabbatini, presenterà “Dantesca, dodici brevi saggi”, l’occasione per il rilancio delle iniziative per promuovere la chiesa e il museo di San Cassiano di Controne. L’incontro con Cardini si terrà nella chiesa realizzato in epoca longobarda e ristrutturata nel XII secolo. Si tratta della prima chiesa documentata nella Val di Lima, di cui si parla in un testo del 772, al tempo dell’ultimo re longobardo Desiderio, cui seguì una ricostruzione nel XII secolo.

«Quando si ottengono risultati – dice il parroco don Franco Vitali – siamo contenti perché c’è la possibilità di vedere in concreto quello che viene fatto e si evidenzia tutto: il paese e le opere che sono nel museo, uniche, la comunità. Non è vero però che arrivano pochi visitatori. Anche in questo momento alcune persone stanno visitando la chiesa e le opere. Bisogna semmai creare le situazioni, questo è quello che conta. In questo impegno organizzativo ognuno ha il suo ruolo e quello della direttrice del museo, Paola Antonella Andreuccetti, è molto importante».

Ma raggiungere risultati non sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei paesani e delle persone di San Cassiano di Controni che risiedono all’estero. Sono infatti arrivati da tutto il mondo i 2.955 i voti che hanno permesso far arrivare il progetto di valorizzazione di chiesa e museo al 142° del bando del Fondo Ambiente Italiano, con un contributo di 8.400 euro.

Il museo di San Cassiano, inaugurato nel 2012 e visitato da circa 700 persone l’anno, ospita quattro sole opere, ma di eccezionale valore: il gruppo con San Martino a cavallo, due statue lignee rappresentanti un Angelo Annunciante e una Madonna Annunciata e un bacino ceramico di provenienza islamica databile al X-XI secolo. Fai e Intesa Sanpaolo finanzieranno il progetto di valorizzazione presentato dalla parrocchia di San Cassiano, che prevede la realizzazione di un’installazione multimediale – i cui contenuti saranno affidati a storici dell’arte e ricercatori delle Università di Pisa e di Firenze – con un documentario che indagherà il metodo di lavoro e la produzione dello scultore Jacopo della Quercia cui è attribuito il San Martino a cavallo conservato nel museo.

E.A.

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