Il Tirreno

Lucca

l’esperta 

«Cresce l’accesso ai consultori dei giovani tra 14 e 19 anni»

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lucca. «Nella Piana di Lucca, ma anche in generale, l’accesso ai consultori, nel 2020, è aumentato rispetto al 2019. Questo non significa che vi sia stato un aumento dell’offerta o del bisogno, poiché il dato va correlato a molte variabili, ma segnala un elemento da considerare». Lo afferma la dottoressa Patrizia Fistesmaire, responsabile Unità funzionale consultoriale della Piana per l’Asl toscana Nord ovest, a seguito dell’intervento di ieri sul bullismo.

«Nel 2020 più di seimila giovani tra i 14 e 24 anni si sono rivolti ai consultori giovani del territori dell’Asl Toscana nord ovest, soprattutto nella fascia 14-19 anni – prosegue –. La Regione Toscana ha inserito la contraccezione gratis nell’offerta dei consultori giovani e questo ha rappresentato un’azione importante volta alla salute dei giovani e a una ripresa nell’accesso a questi servizi. L’obiettivo era sia aumentare l’attrattività, sia individuare nei consultori giovani un punto di riferimento capace di accogliere i bisogni molteplici di questa fase evolutiva. La risposta d’equipe multidisciplinare intercetta la complessità di cui spesso il giovane non è consapevole: dietro a una richiesta di contraccezione ci sta un mondo di relazioni, emozioni e legami affettivi, successi o insuccessi scolastici, rapporto con i genitori, con sé e l’immagine corporea è così via».

«E, se nelle politiche sanitarie, si scommette sui giovani, si investe sul benessere di una comunità che inizia a prendersi cura di sé. Nella Piana, negli ultimi anni, è stata aumentato l’offerta dei consultori giovani per rispondere a bisogni più cogenti di salute. Sono state garantire più aperture pomeridiane a partire dall’orario di uscita da scuola, per facilitare l’accesso dei giovani che nei consultori è libero, diretto e gratuito per quanti rientrano nella fascia d’età 14-24 anni. I consultori giovani sono un pezzo della rete, una porta di ingresso attraente e privilegiata per la facilità d’accesso, ma la vera prevenzione e promozione della salute è quella svolta nei contesti di vita»

Per Fistesmaire, «è necessario il sostegno della scuola, che ha un ruolo fondamentale, e quello dei genitori, soprattutto laddove la sofferenza si fa più intensa e pare stravolgere ogni sfera della vita del figlio. I compiti evolutivi sono tappe necessarie da assolvere: per diventare grandi occorre intraprendere un percorso di separazione, ’unico possibile per l’affermazione di sé nel mondo. La pandemia – conclude – ha rappresentato un trauma che inevitabilmente è da considerare, perché ha rallentato questo processo fisiologico. La preoccupazione per il presente e il futuro ha preso il sopravvento sulla sfera emotiva. Si è aggiunto un ruolo decisivo che la scuola ha avuto. Oggi più che mai, è fondamentale fare squadra tra agenzie educative e le famiglie. C’è bisogno di intraprendere un percorso di dialogo più aperto tra genitori e scuola, per cogliere i nuovi bisogni di salute per evitare che alla frammentazione dei valori e delle aspettative di crescita si sommino frustrazioni dovute più al mondo degli adulti che a una effettiva incapacità dei giovani».

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