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cronaca

Fingono di fare un accredito e gli portano via novemila euro

Un lucchese è rimasto vittima della truffa dello sportello Atm Ma nella nostra provincia  sono numerosi anche i casi  di ricatti con video hard


11 novembre 2021 L.S.


LUCCA. L’iniziativa di ieri era rivolta ai ragazzi, ma non ci sono solo i giovani tra le potenziali vittime. Cambiando target anche gli adulti sono esposti a tanti rischi quando vanno sui social, anche se di natura diversa: non più bullismo, e ancor meno c’è il pericolo di essere adescato da qualche pedofilo. Il pericolo principale, in questo caso, è quello delle truffe.

Così, se gli adulti hanno il dovere di vegliare sull’uso che i propri figli fanno di Internet, anche i figli, per molti versi più scafati dei grandi nel maneggiare il computer sono stati chiamati, in occasione di questa iniziativa, a mettere in guardia gli adulti della famiglia su quelli che sono i pericoli che corrono.

«Uno dei più diffusi negli ultimi tempi è lo simshing, l’evoluzione del vecchio phishing (quando si chiedevano informazioni sui conti correnti attraverso una mail) – spiega il sostituto commissario Massimiliano Campese, del compartimento di polizia postale – in pratica l’utente riceve un messaggio via telefono dallo stesso numero della sua banca in cui gli si chiedono i dati del proprio conto corrente. Se l’utente chiama quel numero gli risponde quello che sembra un impiegato della banca, a confermargli che è tutto vero. In realtà si tratta di truffatori che si sono inseriti sulla linea per ricavare informazioni. C’è poi la truffa del Bancomat: i truffatori vanno alla ricerca di venditori di prodotti su Internet, si mostrano interessati all’acquisto e dicono di voler versare una caparra: quindi fanno andare la vittima a uno sportello Atm per farsi accreditare la somma seguendo una serie di istruzioni. Solo che, alla fine, in realtà i soldi i truffatori non li versano, ma li prelevano. C’è stato un caso a Lucca di una persona cui sono stati prelevati 9mila euro». Ma sono tanti meccanismi utilizzati dai truffatori, cresciuti a dismisura con il crescere del cosiddetto e-commerce («Un classico è il caso di chi paga per acquistare un’auto, poi si presenta all’appuntamento ma non trova nessuno»).

Ci sono poi le truffe a sfondo sessuale o sentimentale: «Una è quella del fidanzamento on line – prosegue Campese – in cui vengono prese di mira donne sole, fingendosi una persona in cerca di una relazione (solitamente si usa la figura del militare Usa), e inventando storie terribili per riuscire ad avere denaro e convolare finalmente a nozze. Fortunatamente però a Lucca non abbiamo ancora ricevuto denunce del genere. Al contrario però a Lucca ci sono stati diversi casi di sex extortion: attratto da uno spettacolo simile della controparte la vittima viene invitata a masturbarsi davanti alla web cam, dopodiché arriva il ricatto, o ci paghi o diffondiamo il video. La soluzione? Denunciare subito tutto, sempre».

L.S.

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