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Il centrodestra è ai ferri corti sul nome del candidato sindaco

Barbara Antoni
Il centrodestra è ai ferri corti sul nome del candidato sindaco

Il senatore Mallegni: «Chi corre deve avere esperienza». La Lega fa il nome di un commercialista

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Barbara Antoni

lucca. Lunedì 8 novembre, domani. Una data che potrà segnare la svolta nel centrodestra lucchese dove il dibattito per la designazione del candidato sindaco è in pieno fermento. Arroccamenti, paletti e tensioni rischiano però di spezzare sul nascere alleanze larghe e inclusive che sembravano prefigurarsi inizialmente, in primo luogo intorno al nome di Mario Pardini, imprenditore ed ex presidente di Lucca Crea che per primo nel centrodestra ha avviato i motori per la corsa elettorale, dando vita all’associazione Lucca 2032 che presiede.

Domani sera si svolgerà il “tavolo” che era in realtà programmato per l’altro ieri, venerdì 5 novembre, poi saltato per impegni di uno dei partecipanti (ma anche perché l’assemblea non era concorde sulla sede da scegliere per riunirsi).

Al tavolo partecipano Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Difendere Lucca, oltre ai rappresentanti delle liste civiche di Remo Santini e di quella nascente di Lucca 2032.

Un elemento di novità sembra configurarsi in casa del partito di Matteo Salvini, che avrebbe annunciato di voler esprimere un proprio candidato, nella persona di un commercialista lucchese vicino al centrodestra ma mai finora sceso in politica. Da parte sua, la compagine di Remo Santini, leader dell’opposizione a Lucca e già candidato sindaco alle amministrative del 2017, potrebbe sostenere la candidatura di Ilaria Del Bianco, attuale presidente dei Lucchesi nel Mondo ma con un passato anche di amministratrice. Fratelli d’Italia, che in principio ha sostenuto Pardini, adesso riflette

Forza Italia non pone veti anticipati sui candidati, ma paletti e condizioni sì. Lo spiega, interpellato, senza mezzi termini il senatore Massimo Mallegni, investito anche del ruolo di commissario regionale del partito di Berlusconi. «Forza Italia, in particolare il sottoscritto – spiega infatti Mallegni – ha chiesto la riattivazione del tavolo delle forze alternative alla sinistra a Lucca. Quindi noi ci siamo presentati con tutta la voglia di lavorare sempre di più per aggregare oltre al centrodestra anche altre forze, civiche e non, che si sentono di dare a Lucca un governo distante da quello visto negli ultimi dieci anni. Circa la questione dei nomi “papabili” noi non abbiamo alcuna intenzione di “piantare bandierine”, abbiamo soltanto fissato dei “paletti” che riterrei inamovibili». E li elenca: «Il candidato – dice Mallegni – deve avere esperienza amministrativa, aver fatto il consigliere comunale, l’assessore o aver avuto altri incarichi di rilievo sempre di tipo istituzionale. Deve essere una persona con estrazione moderata. Non accetteremo candidature a sindaco di esponenti che provengono dalle “estremità” della politica». Parole molto esplicite, che sgombrano il campo a chi esperienza amministrativa non ne ha. Mallegni si dice propenso a lavorare per l’unità del centrodestra, scongiurando il rischio di spezzettarsi e quindi indebolirsi: «Se le forze del centrodestra e tutti coloro che non si riconoscono nella sinistra lucchese che fin qui ha governato non staranno assieme, la partita sarà persa. Noi lavoreremo per l’unità», dichiara il senatore.

Quanto a Pardini e alle sue velleità di candidarsi a sindaco, queste sembrano restare invariate nonostante il passo indietro della Lega e gli altri possibili candidati sul tavolo. Se il centrodestra non dovesse confluire sul suo nome, l’imprenditore, visto il carattere di partenza civico della sua caratura politica, potrebbe guardare altrove, a una società civile fatta di piccoli imprenditori e di cittadini lucchesi che lo starebbero sollecitando a portare avanti il suo progetto e le loro istanze. Ma potrebbe guardare anche a compagini politiche esterne al centrodestra e di area moderata, quali Italia Viva di Renzi e Azione di Calenda, che già hanno ben avviato il radicamento sul territorio.

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