Italia
In calo il numero di volontari Le associazioni chiedono aiuto
La tendenza emerge dalle risposte fornite dal 46% delle organizzazioni locali Il presidente Severi: «Senza il nostro apporto non c’è ripresa dopo la pandemia»
lucca. Resiste ma chiede aiuto: per due associazioni su tre, la tendenza è che i volontari rimangono in uguale numero se non calano. Durante la pandemia il volontariato si è messo al servizio della comunità, si è inventato nuovi servizi ma ora è alla ricerca di nuove forze e nuove collaborazioni, col pubblico e col privato. È questa la fotografia del volontariato lucchese come emerge dalla rilevazione del Cesvot, pubblicata nel quaderno “Le organizzazioni di volontariato. Identità, bisogni e caratteristiche strutturali in Toscana” a cura di Irene Psaroudakis e Andrea Salvini dell’Università di Pisa.
La ricerca è stata svolta da aprile a novembre 2020 su un campione di 354 organizzazioni di volontariato della provincia di Lucca. Sono state effettuate 163 interviste, ha partecipato al questionario di Cesvot il 46 per cento delle organizzazioni di volontariato locale. Quelle che nel 2020 hanno dichiarato di concludere l’attività o trasformarla diventando associazioni di promozione sociale sono l'1,4 per cento.
«È un volontariato colpito in modo consistente dalla pandemia – spiega Pierfranco Severi, presidente di Cesvot Lucca – ma che ha saputo giocare un ruolo importante nella tenuta delle relazioni sociali, costituendo un mezzo di resilienza sociale, di fronte al lockdown e al distanziamento sociale. Senza volontariato non c'è ripresa che tenga. Il Cesvot sarà sempre più accanto alle associazioni, la campagna di promozione del volontariato sta dando buoni risultati».
Le organizzazioni lucchesi che hanno risposto al questionario comprendono 8.036 volontari, di cui il 52,9 per cento uomini e il 47,1 donne. L’1,3 per cento di questi volontari ha meno di 18 anni, il 13,9 tra 19-29, il 44,5 in fascia 30-54, il 22,4 in fascia 55-64 mentre il 17,9 sono volontari di 65 anni o più. Volontari sempre più adulti: per il 50,4 per cento delle associazioni inoltre reperire risorse economiche è fondamentale.
Rispetto agli ultimi cinque anni, il 34 per cento delle organizzazioni lucchesi dichiara che il numero di volontari è aumentato, il 32,1 che la disponibilità è diminuita, mentre per il 33,9 il numero di volontari è rimasto uguale. Per migliorare la presenza sul territorio, il 31% delle organizzazioni ritiene necessario aumentare la collaborazione con enti pubblici; per il 24,1 si deve aumentare il numero di volontari con attività di “reclutamento”. Per l’11,7 per cento serve incrementare la collaborazione con altri enti del terzo settore. Il 9,6 vorrebbe aumentare i finanziamenti con attività mirate di ricerca fondi. Il 5,5 svilupperebbe più capacità di progettazione; incrementare le attività di formazione professionalizzante per i volontari è indicato dal 6,2 dei rispondenti.
Il 46,9 per cento delle associazioni lucchesi ha organizzato attività in risposta all’emergenza sanitaria; tra queste, il 17,7 ha creato attività nuove; il 21,5 ha continuato a erogare servizi già presenti. Il 60,8 ha introdotto interventi nuovi, pur continuando a svolgere anche le attività consuete.
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