Il Tirreno

Lucca

Vaccino anti Covid, basse le richieste della terza dose

Gianni Parrini
Una vaccinazione anti Covid (Foto d'archivio)
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Una vaccinazione anti Covid (Foto d'archivio)

Non decolla la nuova fase della campagna: solo il 31 per cento si è già vaccinato

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LUCCA. Covid, i contagi tornano a salire in provincia di Lucca (più 18 per cento in una settimana) e l’attenzione si sposta nuovamente sulla campagna vaccinale, in particolare sulla fase destinata alle terze dosi. Alcuni recenti studi mostrano che l’efficacia dei vaccini si affievolisce con il passare dei mesi e per questo diventa fondamentale somministrare il più velocemente possibile i soggetti maggiormente a rischi in caso di contagio, ovvero anziani e soggetti fragili.

L’esperienza inglese viene presa a riferimento: lì il nuovo picco di contagi (oltre 51mila casi al giorno) è stato superato la scorsa settimana. Secondo gli esperti è arrivato prima proprio perché l’Inghilterra ha vaccinato la maggior parte della popolazione (per altro con Astrazeneca) con tre-quattro mesi di anticipo rispetto a quanto accaduto in Italia. Pertanto si stima che anche nel nostro Paese sia questo il lasso di tempo utile per vaccinare con le terze dosi il maggior numero possibile di soggetti a rischio, con l’obiettivo di scongiurare una ripresa significativa dei contagi.

Questa nuova fase della campagna sta procedendo ma ancora non è del tutto decollata. I primi a essere vaccinati sono stati i soggetti fragili, poi si è aperto agli ospiti delle residenze sanitarie. Nella Piana di Lucca la percentuale degli ospiti di Rsa già vaccinati con questo ennesimo richiamo è del 38 per cento. Nel complesso in tutta l’Asl nord ovest sono 41.345 i soggetti che hanno fatto la terza dose, ovvero il 31 per cento di quelli che attualmente hanno maturato i requisiti per farla (ad esempio hanno superato i sei mesi dalla seconda o da un eventuale contagio). La possibilità di prenotare la cosiddetta dose “booster” è aperta a tutti gli over 60 attraverso il portale della Regione ma per adesso sono in pochi a farsi avanti.

«Ci sono ancora molti posti liberi nelle nostre agende – spiega il dottor Marco Farné, direttore dell’Unità funzionale di Cure primarie dell’Asl –. Molti ultrasessantenni non hanno superato i sei mesi dalla seconda dose, altri vogliono fare prima l’anti-influnezale. La ripresa dei contagi c’è, ma la situazione sembra sotto controllo. Il vaccino, infatti, protegge contro le forme gravi della malattia ma non del tutto a riparo dal rischio di entrare in contatto col virus. Di certo, la situazione negli ospedali è sotto controllo così come sul territorio, da cui siamo informati attraverso le Usca. Gli studi che mostrano l’efficacia del vaccino? Certo, dopo diversi mesi c’è una attenuazione della protezione anticorpale, ma non dimentichiamoci che il nostro organismo possiede anche una memoria immunitaria a lungo termine la cui efficacia mal si misura con studi di laboratorio. In questa fase a fare da veicolo al Covid sono soprattutto ragazzi in età scolare non vaccinati: da scuola portano il virus a casa e contagiano i familiari. La Fda americana ha già dato il via alle vaccinazioni tra i bambini tra 5 e 11 anni e a breve arriverà l’ok di Ema e Aifa. per cui anche in quella fascia di età la circolazione si ridurrà».
 

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