Il Tirreno

Lucca

Una partita a pallone per ricordare il calciatore scomparso a 44 anni

Una partita a pallone per ricordare il calciatore scomparso a 44 anni

A Marginone si è svolto il primo memorial intitolato a Giovanni Andreini Commossi i familiari: «Grazie a questi ragazzi per quanto hanno fatto» 

3 MINUTI DI LETTURA





l’iniziativa

Si dice che il tempo sia in grado di far guarire ogni ferita, ma non è sempre vero. Di certo non lo è per i familiari e i tanti amici di Giovanni Andreini. I dieci mesi passati dalla sua scomparsa non sono serviti a lenire il dolore per la perdita. Andreini, 44 anni, venne portato via a gennaio da un male contro cui combatteva da tempo. Giovanni, era stato un calciatore dalle grandi prospettive. La sua carriera professionale però lo portò a svolgere la propria attività di geometra oltreoceano, in Messico. Qui aveva anche conosciuto Daniela, quella che sarebbe diventata sua moglie. Poi la malattia, e la decisione di tornare in Italia per farsi curare, nel paese di Castelvecchio di Compito dove vive il padre. La notizia della sua morte sconvolse tante persone, non solo nella sua terra di origine, il Compitese, ma in tutta la Lucchesia e anche nella vicina Valdinievole, vista la sua militanza nelle squadre della zona. E proprio il mondo del pallone ha voluto ricordare Giovanni, nel modo che più gli sarebbe piaciuto: una partita di calcio. È stato il primo memorial Giovanni Andreini, con un match disputato nei giorni scorsi a Marginone, un campo che lui conosceva bene, e organizzato dagli amici che con lui avevano condiviso la militanza calcistica.

Presenti la moglie, il figlio, i parenti, gli amici di Giovanni si sono divisi in due squadre, i bianchi e gli azzurri, per una gara dove il risultato non contava. L’importante era essere presenti e rendere omaggio all’amico scomparso.

Commossi i familiari di Giovanni Andreini: «È stata una cosa bellissima – racconta la sorella Katia – e siamo tutti grati a questi ragazzi per quello che hanno fatto». Un’iniziativa apprezzata, al punto che, alla richiesta di un ricordo di Giovanni, la sorella preferisce lasciare la parola al gesto: «In questo caso è giusto, visto quello che hanno organizzato, che venga messo in evidenza quanto hanno fatto questi ragazzi».

Il memorial, un’iniziativa con ogni probabilità destinata a ripetersi nel tempo, ha messo in campo tanti amici che Giovanni aveva incontrato nella sua carriera di calciatore. Una carriera iniziata da ragazzino, nel San Concordio e nel Luccasette. Poi l’arrivo nel Montecatini, che lo girò in prestito alla primavera dello Spezia. Nella sua carriera da calciatore aveva segnato tante reti (del resto il suo ruolo era quello di centravanti), con le maglie del Castelvecchio e del Montuolo (società che poi seguirà anche da allenatore), e con quella del Vorno. Ma sarà soprattutto una la squadra alla quale sarà legato Giovanni Andreini: il Marginone appunto, nella quale ha militato per un decennio. E non a caso proprio nella frazione altopascese è stato organizzato il memorial, dedicato a questo ragazzo al quale solo la morte è riuscita a spegnere il sorriso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa