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La Fraga, due incidenti in sei ore all'incrocio "del botto"

Nicola Nucci
La Fraga, due incidenti in sei ore all'incrocio "del botto"

Capannori, tra le cause principali la scarsa visibilità: l’incrocio è illuminato da un solo lampione e la segnaletica è scolorita

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Capannori. Torna alla ribalta l’incrocio del botto, come è stato ribattezzato dai residenti il cocevia fra via dei Ceccotti e via del Fanuccio, a Marlia. E tra i più esasperati ci sono i titolari del ristorante La Fraga, dall’omonima località, che si affaccia proprio su quel punto. Un incrocio maledetto dove gli incidenti sono all’ordine del giorno. Solo martedì si sono avuti due scontri nell’arco di una sola giornata, e lo scorso ottobre si sono avuti altri tre incidenti, tutti concentrati nell’arco di una settimana. Episodi fortunatamente che si sono risolti con danni alle cose, mentre – a proposito di danni – il muretto malandato è ancora lì, da anni, a testimoniare pericolosità del punto.

«Incidenti che si ripetono in continuazione – racconta la titolare del ristorante pizzeria Tamara Tognaccini – martedì ce ne sono stati ben due a sei ore di distanza l’uno dall’altro, davanti al nostro locale».

Finora, come detto, il destino ha giocato un ruolo determinate per evitare conseguenze tragica, come era successo a marzo, quando un’auto sfondò la vetrina: ma, fortuna nella sfortuna, i locali erano chiusi per la pandemia e la sala in quel momento era vuota, e anche i titolari in quel momento si trovavano lontani dall’ingresso che fu sfondato da una vettura. «Se quella sera fossimo stati aperti – ricorda la titolare – sarebbe stata una brutta notte, perché l’auto arrivò a fare a pezzi la vetrata, entrando nel locale, ma in quel periodo facevamo solo il servizio di asporto. E anche qui fummo fortunati: il servizio era appena finito e non c’erano clienti in coda ad attendere. Clienti che avrebbero potuto trovarsi proprio sulla traiettoria dell’auto. Purtroppo dobbiamo convivere con questi boati, correndo fuori ogni, per vedere cosa è successo sperando che nessuno si sia fatto male. Siamo esasperati, negli ultimi anni ormai abbiamo perso il conto degli incidenti».

Ma resta il tema della pericolosità di quel crocevia, più di una volta salito agli onori delle cronache. Episodi che mettono in evidenza la pericolosità di questo tratto, da tempo denunciata da residenti e commercianti. Tra le cause principali la scarsa visibilità: l’incrocio è illuminato da un solo lampione e anche la segnaletica è scolorita e di notte non si vede. C’è uno stop per chi deve attraversare l’incrocio ma che viene spesso ignorato, anche per l’oscurità, dagli automobilisti che lo affrontano ad alta velocità. «Le auto corrono troppo forte e l’illuminazione è scarsa. Servono delle soluzioni – dice Tognaccini – abbiamo scritto al sindaco Menesini e la scorsa settimana sono venuti anche dei tecnici del Comune a fare un sopralluogo. Per adesso però siamo solo alle promesse, in tanti anni non sono statiu ancora fatti gli interventi necessari per rendere sicuro l’incrocio e dare un po’ di tranquillità non solo ai residenti ma anche alle attività come la nostra. Siamo stufi di fare la conta degli incidenti».

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