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Tuono Pettinato la sua arte ricordata dagli amici

Tuono Pettinato la sua arte ricordata dagli amici

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LUCCA. Due personalità in un ragazzo, ma entrambe bellissime. Questo il ritratto emerso ieri nella giornata che il Lucca Comics & Games ha dedicato a uno degli artisti più affascinanti del nostro tempo, il pisano Tuono Pettinato, il nome d’arte (che già dava un’idea del suo dualismo) di Andrea Paggiaro, l’autore scomparso a giugno ad appena 44 anni. “Il fumettista che faceva air guitar”, come si intitolava l’incontro in cui ieri pomeriggio Tuono Pettinato è stato raccontato dagli amici: un ragazzo dall’enorme cultura capace di affrontare argomenti alti, ma, al tempo stesso, di divertirsi fingendo di suonare una chitarra immaginaria. Quello stesso dualismo che è emerso anche nel documentario (dal semplice titolo “Tuono”) dove attraverso una serie di interviste – comprese quelle allo stesso Andrea – si raccontava l’uomo che stava dietro all’artista, un ossimoro fatto persona, tra misantropia e grandi sentimenti. Ma anche un osservatore acuto della nostra realtà, riuscendo a raccontare ciò che nessun altro riuscirebbe a raccontare attraverso la graphic novel. È il caso di “Corpicino”, dove all’orrore dell’infaticidio si aggiungono quelli della morbosa curiosità e dell’esibizionismo di una società malata. Quel fumetto, oltre a essere stato adottato come testo universitario di crimonologia, è diventato una rappresentazione teatrale, presentata a Lucca in occasione del giorno dedicato a Tuono Pettinato.

Lui era il bambino che creava universi immaginari bellissimi, ma lo faceva utilizzando pennarelli dai colori più cupi. Questo perché a scuola, pur di non stare con gli altri bambini, doveva accontentarsi di utilizzare i colori, dal marrone al grigio, che gli lasciavano gli altri.

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