Italia
Collocato a riposo il sovrintendente Camillo D’Ovidio
Abruzzese di nascita è ormai lucchese d’adozione Dal 1983 in forza alla questura è stato presidente del Sap impegnandosi nel sindacato
Luca Tronchetti
LUCCA. Il segretario provinciale del Sap (sindacato autonomo di polizia) Camillo D'Ovidio, 60 anni, lascia la polizia per raggiungere il meritato. Abruzzese di nascita, dopo aver svolto servizio a Bolzano e Roma, nel 1983 è arrivato nella nostra città prestando servizio nella questura di via Cavour prima nella squadra Mobile, poi nella squadra Volante e infine e per oltre quindici anni come sovrintendente e dirigente al posto di fisso di polizia dell’ospedale Campo di Marte prima e San Luca poi. Un presidio di fondamentale importanza che ora ha lasciato al collega vice ispettore Giancarlo Antonazzo che proviene dalla questura di Milano. Un poliziotto dal volto umano sempre pronto a farsi in quattro per gli altri soprattutto nel lungo periodo di lavoro svolto all’interno del nosocomio lucchese. Ma al di là della divisa, D’Ovidio ha avuto e continua ad avere un posto di rilievo nel sindacato di polizia. È stato tra i fondatori del Sap ricoprendo incarichi apicali a livello provinciale, regionale e nazionale e mettendo sempre al primo posto la tutela dei colleghi della polizia costretti a far fronte a mille difficoltà. In quella veste sindacale ha avuto offerte importanti anche dal mondo politico, ma proprio per amore della divisa ha sempre rifiutato ogni prebenda continuando a lottare per migliorare la vita professionale di chi indossa una divisa al servizio dello Stato e dei cittadini. «Cosa farò adesso? – dice Camillo D’Ovidio – Proseguirò a dare il mio apporto al sindacato se e quando ve ne sarà l’opportunità e soprattutto mi dedicherò ai miei nipoti Filippo e Giulia e alle mie figlie Rebecca e Matilde. Ringrazio tutti i colleghi e gli amici che in questi lunghi anni mi sono stati vicini nei momenti difficili».
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