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Prima volta di Caparezza a Lucca Comics & Games «Io, fumettista mancato»

Martina Trivigno
Prima volta di Caparezza a Lucca Comics & Games «Io, fumettista mancato»

Il rapper ha presentato la versione limitata pop-up del suo ultimo album “Exuvia” È stata realizzata dall’illustratore Simone Bianchi che ora collabora con lui 

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Martina Trivigno

lucca. Uno è il rivoluzionario della musica rap in Italia. L’altro ha portato il tratto di penna (o pennello) italiano nel mondo. Poi, a un certo punto, si sono incontrati. Ed è stato un matrimonio artistico. Tra musica e fumetti.

Uno è il cantante Michele Salvemini, in arte Caparezza. L’altro è Simone Bianchi, illustratore e pittore. Sul palco di Lucca Comics & Games, nell’auditorium di San Francesco, hanno parlato di tanto. Quasi tutto il loro mondo artistico è stato raccontato, scandagliato, ascoltato. Da un pubblico curioso e attento. Simone Bianchi si siede, Caparezza entra poco dopo, con la sua ormai iconica cascata di riccioli scuri. Saltella sul palco, poi un inchino alle persone sedute in platea. Che lo acclamano. Poi cominciano a raccontare. L’incontro tra i due è avvenuto prima che si conoscessero davvero. «Stavo correndo lungo l’acquedotto del Nottolini – racconta Bianchi – quando ho avuto quasi una folgorazione. Nel mio iPod, a un tratto, è entrata una canzone di Caparezza. Quando ci siamo incontrati, a Milano, gli ho portato tutta la sua discografia da firmare. In seguito mi ha fatto chiamare dal suo agente. È tutto è cominciato». Quella collaborazione indissolubile che, oggi, prende forma in una variante della cover e un pop-up dell’ultimo album di Caparezza, l’ottavo dell’artista: “Exuvia”.

«In molti mi chiedono se io scriva prima la musica o il testo – racconta Caparezza – No, prima arriva l’immagine. “Exuvia” è un album estremamente visivo. Volevo creare qualcosa di artigianale. In quest’epoca digitale, assume ancora più valore. Sono da sempre un appassionato di fumetti. Ero un bambino, all’epoca. Avevo sei anni e già sognavo di fare il fumettista. Non l’ho mai fatto perché non so disegnare». Ma la musica sì, quella ha regalato grandi soddisfazioni a Caparezza.

Lui, conoscitore di comics e di cultura popolare, ha ricordato il suo legame con il fumetto. Dal Pinky di Mattioli, Carnevali, Nilus dei fratelli Origone. Nell’adolescenza è arrivata la Marvel e adesso la Dc. Ed è stato Bianchi, come un moderno Virgilio, ad accompagnarlo ancora di più nel mondo del fumetto. «Ho chiesto a Simone Bianchi di darmi dei consigli. Di dirmi, secondo lui, quali sono i cinque fumetti di cui non posso fare meno. Che, in tutti i modi, avrei dovuto conoscere – conclude il rapper – . E così, nella mia vita, sono entrati “La terra dei figli” di Gipi e poi “La casta dei meta-baroni” di Alejandro Jodorowsky e Juan Giménez, “Mort Cinder” di Alberto Breccia e Héctor Oesterheld, la serie “Dc Kingdom Come” e “Il lungo addio”.

Il pubblico applaude e aspetta che siano svelati due quadri alle estremità del palco. Parlano di “Exuvia” e lo raccontano attraverso le immagini. Sono la versione limitata pop-up dell’ottavo album dell’artista. Per la prima volta ai Comics.

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