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Dalla musica al disegno la seconda vita di Pau, cantante dei Negrita

Gianni Parrini
Dalla musica al disegno la seconda vita di Pau, cantante dei Negrita

Il cantante si è raccontato al pubblico del festival: dall’amicizia con Bianchi (Marvel) agli effetti del lockdown

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LUCCA.  Passioni che si intrecciano come le linee di un disegno o le note su uno spartito. Storie che partono dalla provincia, fanno palestra di vita nei bar di paese e trovano nel sogno la benzina per emergere e ritagliarsi un posto nel mondo. Ognuno il suo. Ed è proprio da queste affinità grafiche, paesane e musicali, che è nata un’amicizia particolare: quella fra Paolo Bruni, in arte Pau, aretino e frontman dei “Negrita”; e Simone Bianchi, pittore e disegnatore lucchese assoldato dalla Marvel. Il loro rapporto di amicizia nato in digitale durante i mesi del lockdown è stato raccontato ieri nell’auditorium di San Francesco, dove i due anno duettato, con l’ottimo Walter Leoni, illustratore umbro e miglior esordiente ai Lucca Comics Awards del 2020, capace di ritagliarsi simpaticamente il ruolo del terzo incomodo. È partito così il primo incontro Rock and Comics di questa edizione del festival.

«Come fa uno come te a non conoscere uno come me?». Questo il messaggio notturno che Bianchi invia su Instagram a Pau durante i mesi più duri della pandemia. La mattina dopo il cantante dei Negrita, all’inizio tiepido, risponde in maniera assai più calorosa al disegnatore lucchese. «Mamma mia, ti ho studiato tutta la notte: fai paura». Nasce così un rapporto che contribuisce a far debuttare Pau nel tempio del fumetto: «Parlando con Emanuele Vietina, direttore dei Comics – racconta Bianchi –, il discorso è caduto su Pau. Gli ho mostrato i suoi lavori e entrambi abbiamo convenuto che fossero meritevoli di uno spazio al Lucca Comics». Così il cantante dei Negrita è diventato protagonista di una delle mostre in corso al palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca (piazza San Martino 7) che in occasione del festival si trasforma nel palazzo dell’Illustrazione. Nello stesso palazzo trova posto anche il pregevole lavoro di Leoni.

«Durante il lockdown l’unico virus che è entrato in casa mia è stato quello del disegno – racconta Pau –. Ho ricominciato da zero e reso ricco Amazon a forza di ordinare materiale per soddisfare questa pulsione. Non facevo altro che disegnare, non avevo voglia di altro. Alla fine ho tirato fuori delle tavole che sono quelle ospitate nella mostra. C’è anche una saga: quattro lavori che mostrano gli stati d’animo che ci hanno colti durante il Covid. Lo smarrimento iniziale, la consapevolezza di quel che stava accadendo, il disagio e infine la rabbia, che è anche quella vediamo riverberarsi oggi in molte piazze». A cementare il rapporto tra Bianchi e Pau c’è anche la musica: «Simone è un batterista solista – racconta il cantante dei Negrita – e quando ci incontriamo vuole sempre parlare di quello». «Un po’ come Pau – racconta il disegnatore Marvel – anch’io durante il lockdown ho riscoperto le vecchie passioni: ho rimontato la batteria e mi sono rimesso a suonare».

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