Sicurezza
Il chiosco è salvo, esulta l’opposizione
Dopo che il Tar ha dato ragione ai titolari della struttura fuori Porta Santa Maria, la minoranza attacca il Comune
lucca. Dopo la sentenza del Tar che dà ragione al chiosco “Specialità da Piero”, fuori Porta Santa Maria, esultano i proprietari dell’attività: Luana Della Maggiore e Luca e Sonia Pepi. Ma esulta anche la politica – e in particolare le forze d’opposizione – che vede in questa vittoria una sconfitta del Comune. A tutto tondo. Palazzo Orsetti, d’altra parte, ritiene che il chiosco non sia conforme alle norme urbanistiche. E, proprio per questo, il Comune ha emanato il diniego alla sanatoria e un’ordinanza di demolizione, poi impugnati dai titolari del chiosco. E, a loro, la giustizia amministrativa ha dato ragione, scatenando una scia di polemiche. Tutte contro il sindaco Alessandro Tambellini e la sua giunta. «È stata sconfitta l’arroganza del Comune, ha vinto il buonsenso – commenta Remo Santini, capogruppo d’opposizione ed esponente delle lista civica SìAmoLucca – Una sentenza storica per un’attività che fa parte della nostra tradizione e che la giunta Tambellini-Raspini voleva cancellare da quel luogo. Un duro colpo all’immagine di questo centrosinistra al governo della città da dieci anni, che ha prodotto assai più danni che benefici. Sulla vicenda del chiosco poi, le ragioni con cui il tribunale ha dato ragione per fortuna ai proprietari sono oltremodo imbarazzanti, in quanto si certifica che il Comune ha commesso “due errori” che hanno portato all’annullamento dei provvedimento di rimozione: uno sbaglio sulla notifica dell’atto di demolizione, e soprattutto l’errore di basare il provvedimento di cancellazione della struttura di un pronunciamento dell’Opera delle Mura, anziché della Soprintendenza, che non ha mai risposto sulla questione e che non è stata mai sollecitata a farlo proprio dal Comune».
«Oltre alla famiglia Pepi, ha vinto la città: che potrà continuare ad avere un simbolo con sessant’anni di storia – conclude Santini - Al Comune, che oltretutto dovrà pagare 3mila euro di risarcimento, non resta che nascondersi dopo questa ennesima figuretta. Adesso, come opposizione, ci impegneremo perché su questa vicenda l’amministrazione non abbia altre alzate di testa. Per fortuna con le elezioni del 2022 Lucca volterà pagina, dando fiducia a chi non è supponente e punta su capacità e dialogo». E sulla questione chiosco, va all’attacco anche Difendere Lucca. «Giustizia è fatta, ma si tratta dell’ennesima brutta figura di questa amministrazione – commenta il gruppo – . La sentenza del Tar conferma le nostre impressioni: che il Comune non era obbligato da legge e regolamenti a distruggere il chiosco. Si trattava di una volontà politica, assunta in spregio a un’attività commerciale ma anche alle tradizioni di questa città. Casca così la foglia di fico assunta pubblicamente dalla giunta, mentre alcuni assessori sui social rivendicavano la scelta, in una contraddizione palese e volta a non assumersi la responsabilità del provvedimento».
«È devastante pensare come questa amministrazione debba essere controllata a vista – conclude il gruppo – . Solo poche settimane fa il tiglio monumentale davanti alla stazione è stato salvato grazie alla battaglia di cittadini e consiglieri comunali. Stessa sorte ad altri alberi sulla circonvallazione e per non parlare dell’ex Manifattura, dove solo la battaglia di comitati e parte dell’opposizione in consiglio ha scongiurato una svendita ai privati».
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