Il Tirreno

Lucca

LA PRESIDENTE DELL’ORDINE FORENSE 

«Gli avvocati restano nel palazzo Galli Tassi»

Luca Tronchetti
«Gli avvocati restano nel palazzo Galli Tassi»

Bocciata dai legali l’ipotesi di trasferire l’ufficio di mediazione Oggi l’incontro in tribunale sulla carenza di spazi nell’edificio

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Luca Tronchetti

LUCCA. L’ipotesi di trasferire l’ufficio di mediazione al terzo piano dell’edificio che ospita il palazzo di Giustizia e, se del caso, anche la sede dell’Ordine forense per far spazio ai locali dei futuri neo assunti al tribunale destinati all’Ufficio del processo nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza, viene rimandata al mittente dalla presidente dell’Ordine degli avvocati, Lelia Parenti, che non pensa minimamente a lasciare gli spazi destinati all’avvocatura all’interno del palazzo di via Galli Tassi.

Una soluzione quindi non praticabile per gli avvocati lucchesi che rivendicano con forza di aver promosso l’incontro di oggi pomeriggio per chiedere al Comune di mettere a disposizione del Tribunale nuovi spazi necessari al rafforzamento dei suoi organici e non per discutere dell’impossibile trasferimento altrove dell’Ordine degli avvocati che, per legge, deve avere sede nel palazzo di Giustizia, e nemmeno per ridurre i servizi che l’Ordine rende alla cittadinanza attraverso i propri iscritti e l’organismo di mediazione forense. Una soluzione del problema, quindi, che appare lontana con il rischio di perdere i finanziamenti europei a meno che non vi sia un’accelerazione nella disponibilità a ricavare stanze negli uffici di piazzale San Donato, attualmente ospitanti la polizia municipale, che stando a un progetto che risale al 2012 avrebbero dovuto essere utilizzati proprio per allargare il palazzo di Giustizia con conseguente trasferimento (alla Manifattura?) dei vigili urbani.

Il presidente dell’Ordine forense non usa mezzi termini: «Non appare pensabile – dice la presidente Parenti – che una delle due componenti della giurisdizione (avvocatura e magistratura) possa essere esclusa a beneficio dell’altra. La riforma della Giustizia e l'arrivo dei tanto auspicati fondi non può quindi essere effettuata a scapito dei cittadini e degli avvocati che li rappresentano. Tantomeno in presenza di un'avvocatura che, come quella lucchese, da sempre si adopera fattivamente per il buon funzionamento della giustizia. A Lucca, a partire dal 2013 la digitalizzazione del processo civile si è potuta realizzare anche grazie al determinante contributo economico degli avvocati: con una spesa di oltre 35.000 annui, sostenuta dall’Ordine, gli avvocati hanno reso possibile la scannerizzazione dei verbali di udienza, l'assistenza informatica alle cancellerie con un impiegato ad hoc, il servizio di restituzione dei fascicoli di parte, la fornitura di carta, toner e scanner, il distacco di stagisti per supplire alle carenze di organico».

«Quanto ai locali al terzo piano dell'edificio – prosegue Parenti – sono stati concessi all'Ordine degli avvocati nell'aprile 2019, in forza di uno specifico accordo sottoscritto con l'allora presidente del tribunale Valentino Pezzuti. In base a quegli accordi, l'avvocatura, a propria integrale cura e spese, ha ristrutturato i locali (ex alloggio di servizio non più utilizzato) e li ha arredati e dotati di telefoni, linea dati, computer, schermi, stampanti, consentendo così, oltre che la rivalutazione architettonica e funzionale di un bene pubblico, il pieno espletamento dell'attività di mediazione che costituisce, peraltro, uno degli aspetti cardine della riforma della giustizia. Detti locali sono inoltre a disposizione degli avvocati per riunioni, negoziazioni assistite e quant'altro necessario a loro ed ai loro assistiti anche in modalità da remoto e, comunque, nel rispetto del distanziamento, garantendo, anche durante la pandemia, un servizio alla giustizia e ai cittadini. I problemi di edilizia giudiziaria non possono essere improvvisamente risolti con lo “spostamento” dei locali assegnati all’Ordine degli avvocati, anzitutto nell’interesse dei cittadini. Tuttavia l’Ordine si è offerto e si offre per un proficuo confronto tra le istituzioni, Tribunale e Comune, che non prescinda dal doveroso rispetto del ruolo che l'avvocatura lucchese ha sempre svolto».

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