Attenzione
Assolto anziano che percepiva doppia pensione
Ottantenne orfano di guerra riscuoteva pure quella dell’Inps ma era inconsapevole che superando una certa cifra doveva rinunciare a un assegno
Luca Tronchetti
BORGO A MOZZANO. Percepiva una pensione come orfano di guerra di poco inferiore ai 400 euro visto che il padre non era più tornato dalla Russia durante la Seconda Guerra mondiale ed era stato dichiarato disperso e contestualmente quella da lavoro dipendente dell’Inps. Ma da un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza è emerso che cumulando le due pensioni superava i limiti stabiliti annualmente attraverso una circolare ministeriale e quindi non avrebbe dovuto ricevere l’assegno di reversibilità. Così è stato denunciato dalle fiamme per l’omessa comunicazione all’ente erogatore ed è finito sotto processo di fronte al collegio presieduto dal giudice Giuseppe Pezzuti. Nei guai è finito un inconsapevole ottantenne residente nel comune di Borgo a Mozzano – difeso dagli avvocati Margherita Giusti e Lorenzo Cascini – che stando all’accusa avrebbe dovuto restituire una cifra che si aggira sugli ottantamila euro. Sì perché originariamente l’accertamento dei finanzieri riguardava il lasso di tempo che va dal 2013 al 2018. Ma dopo un più attento esame è risultato che il cumulo dei due assegni pensionistici superava i limiti già a partire dal 2003. E dal punto di vista economico la vicenda è ancora pendente al giudizio della Corte di Conti perché lo Stato rivuole indietro quei soldi.
Sul piano penale invece la situazione si è risolta con un’assoluzione con formula dubitativa. L’anziano è risultato ignaro della distrazione inconsciamente commessa. I suoi legali hanno potuto dimostrare l’assoluta mancanza di coscienza e volontà da parte del pensionato. L’uomo non sapeva che doveva verificare questo limite. Lui in tutti quegli anni aveva effettuato la dichiarazione dei redditi senza omettere la riscossione dell’assegno divenuto di reversibilità. Ma non sapeva che per la riscossione della pensione di guerra doveva lui stesso e non l’ente erogatore comunicare l’eventuale superamento del limite reddituale che viene stabilito anno dopo anno da un’apposita circolare ministeriale. Una procedura che una persona di una certa età non può neanche immaginare.
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